Dalla diretta YouTube “Integrazione o ReImmigrazione? Il futuro di Italia ed Europa”
Con questo articolo si conclude la serie di approfondimenti dedicata alla diretta “Integrazione o ReImmigrazione? Il futuro di Italia ed Europa”.
Nel corso delle settimane abbiamo affrontato, un tema alla volta, le principali idee che compongono il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”.
L’obiettivo, però, non è mai stato quello di limitarsi ad una riflessione teorica.
Ogni paradigma ha senso soltanto se è in grado di tradursi in proposte concrete.
Nel corso della diretta ho illustrato una serie di possibili riforme che, a mio avviso, potrebbero contribuire a modernizzare il diritto dell’immigrazione italiano.
Tra queste:
- superare una visione esclusivamente economicista dell’immigrazione;
- rendere realmente operativo l’Accordo di integrazione;
- verificare periodicamente il livello di integrazione raggiunto;
- fare dell’integrazione il principale presupposto della permanenza nel territorio nazionale;
- ripensare il sistema dei decreti flussi;
- istituire una Polizia dell’Immigrazione specializzata;
- creare un Ministero dell’Integrazione e della ReImmigrazione;
- utilizzare strumenti amministrativi capaci di rendere effettive le decisioni dello Stato;
- aprire una riflessione sul rapporto tra cittadinanza e integrazione;
- avviare un dibattito sull’introduzione del dovere di integrazione tra i principi fondamentali del nostro ordinamento.
Si può condividere o meno ciascuna di queste proposte.
Ciò che ritengo importante è aprire finalmente una discussione diversa rispetto a quella che ha caratterizzato gli ultimi decenni.
Per troppo tempo il confronto pubblico si è limitato ad alternare politiche di maggiore apertura e politiche di maggiore chiusura.
Il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” prova invece a spostare il baricentro del dibattito su una domanda diversa:
come possiamo misurare, favorire e verificare l’integrazione di chi sceglie di vivere stabilmente in Italia?
È da questa domanda che, probabilmente, dovrebbero partire le future riforme.
Se non hai ancora visto la diretta, ti invito a guardarla integralmente su YouTube. In poco più di un’ora vengono sviluppati tutti i temi che hanno dato origine a questa serie di articoli, con l’auspicio che possano contribuire ad aprire un confronto serio, giuridicamente fondato e orientato al futuro delle politiche migratorie italiane ed europee.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo.
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

Una Carta locale dei diritti e dei doveri: l’integrazione come patto con la comunità
L’integrazione non può essere ridotta alla conoscenza della lingua, alla disponibilità di un lavoro o alla semplice permanenza nel territorio. È anche adesione a un insieme di regole comuni, riconoscimento reciproco e partecipazione alla vita della comunità. Per questa ragione, il progetto locale ispirato al paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” potrebbe prevedere l’adozione di una Carta…
L’Europa litiga sull’immigrazione perché manca una regia. Anche l’Italia ha bisogno di un Ministero dell’Integrazione e della ReImmigrazione
Nell’articolo “La lite sull’immigrazione che l’Europa non può permettersi”, pubblicato su Formiche.net l’11 agosto 2026, Stefano Stefanini parte dalle tensioni tra Italia e Spagna seguite alla crisi di Ceuta per porre una questione più ampia: l’immigrazione è una sfida europea e non può essere governata attraverso risposte nazionali disordinate, sovrapposte o apertamente conflittuali. Il punto…
Il Portogallo sceglie l’integrazione, non le porte aperte. Ma l’integrazione deve essere verificata
Il Portogallo si sta avvicinando al paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”. La posizione espressa dal primo ministro Luís Montenegro non coincide ancora integralmente con il modello che proponiamo, ma ne condivide ormai il punto di partenza essenziale: una politica migratoria non può essere fondata sull’apertura indiscriminata delle frontiere, né può limitarsi a consentire l’ingresso senza interrogarsi…
- Una Carta locale dei diritti e dei doveri: l’integrazione come patto con la comunità
- L’Europa litiga sull’immigrazione perché manca una regia. Anche l’Italia ha bisogno di un Ministero dell’Integrazione e della ReImmigrazione
- Il Portogallo sceglie l’integrazione, non le porte aperte. Ma l’integrazione deve essere verificata
- Frontières ouvertes, éloignements inefficaces : la contradiction de la politique migratoire européenne
- La destra e l’immigrazione: venticinque anni di ricette, un problema ancora irrisolto








































