L’attuale sistema delle politiche migratorie evidenzia una frammentazione normativa e applicativa che incide in modo significativo sull’efficacia degli strumenti di gestione dell’immigrazione. In questo contesto, il ruolo del giurista non può limitarsi all’interpretazione delle norme esistenti, ma deve estendersi alla loro rielaborazione in chiave sistematica.
Il mio impegno nell’ambito delle politiche migratorie si colloca precisamente in questa prospettiva. In qualità di avvocato operante nel diritto dell’immigrazione e di lobbista iscritto al Registro per la Trasparenza dell’Unione europea (ID 280782895721-36), svolgo un’attività volta a ricondurre a coerenza il sistema normativo, attraverso l’elaborazione e la promozione di modelli giuridici applicabili.
L’approccio adottato si fonda su un presupposto chiaro: la gestione dell’immigrazione non può essere affidata a interventi emergenziali o a soluzioni settoriali, ma richiede la definizione di un principio ordinatore capace di orientare l’intero sistema. In questa direzione si colloca il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”.
Tale paradigma non rappresenta una proposta politica in senso stretto, ma una costruzione giuridica che si basa su elementi già presenti nell’ordinamento. L’art. 5 del d.lgs. 286/1998, nella disciplina del permesso di soggiorno, l’art. 19 dello stesso decreto, nella regolazione della protezione complementare, e l’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, nella tutela della vita privata e familiare, delineano un quadro nel quale il livello di integrazione dello straniero assume una rilevanza crescente.
L’attività di lobbying che svolgo si articola su più livelli. In primo luogo, attraverso la produzione di contenuti giuridici e analisi sistematiche, finalizzate a evidenziare le criticità dell’attuale assetto normativo e a proporre soluzioni coerenti. In secondo luogo, mediante interlocuzioni con soggetti istituzionali, al fine di promuovere l’adozione di criteri più chiari e uniformi nella gestione delle procedure amministrative e giurisdizionali.
Un ambito centrale di intervento è rappresentato dalla protezione complementare, che considero il laboratorio normativo nel quale il principio di integrazione trova già oggi applicazione concreta.
La valorizzazione del radicamento territoriale, dell’attività lavorativa e delle relazioni sociali consente di costruire un modello nel quale il diritto di permanenza è collegato a elementi oggettivi e verificabili.
Parallelamente, l’attenzione si concentra sugli strumenti amministrativi, quali il sistema dell’accordo di integrazione di cui al DPR 179/2011, e sulle procedure di rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno. L’obiettivo è quello di ridurre l’area di discrezionalità e di rendere le decisioni più prevedibili, attraverso l’introduzione di parametri chiari.
Il mio impegno si estende anche alla dimensione sovranazionale. La partecipazione al Registro per la Trasparenza dell’Unione europea consente di collocare il dibattito all’interno di un contesto più ampio, nel quale le politiche migratorie sono sempre più influenzate da dinamiche europee e internazionali.
In tale ambito, il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” può rappresentare un contributo alla definizione di modelli comuni, fondati su criteri oggettivi e compatibili con la tutela dei diritti fondamentali.
L’attività svolta non si esaurisce nella dimensione teorica, ma si sviluppa anche attraverso l’applicazione concreta nei procedimenti amministrativi e giurisdizionali.
Il contenzioso in materia di immigrazione rappresenta, infatti, un terreno privilegiato per verificare la tenuta del sistema e per individuare soluzioni interpretative coerenti.
In conclusione, il mio impegno nella riforma delle politiche migratorie si caratterizza per un approccio tecnico e istituzionale, volto a superare le contrapposizioni ideologiche e a costruire un modello giuridico coerente. Il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” rappresenta il fulcro di questa attività, offrendo una chiave di lettura capace di coniugare tutela dei diritti, certezza del diritto e sostenibilità del sistema.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista iscritto al Registro per la Trasparenza dell’Unione europea
ID: 280782895721-36
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428
Remigration : pourquoi ce concept divise l’Europe
Depuis quelques années, un terme autrefois marginal dans le débat politique européen s’est imposé dans les discussions publiques : la remigration. Pour de nombreux observateurs, y compris en France, il s’agit d’un mot qui suscite immédiatement des réactions fortes, souvent opposées. Certains y voient une réponse radicale à l’échec des politiques migratoires européennes, tandis que…
Formazione giuridica sulla protezione complementare: corsi formativi organizzati da Avv. Fabio Loscerbo accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
Nel quadro della riflessione giuridica sviluppata attorno al paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”, l’Avv. Fabio Loscerbo organizza a Bologna una serie di corsi formativi dedicati alla protezione complementare nel diritto dell’immigrazione, accreditati dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna ai fini della formazione continua forense. L’iniziativa nasce dall’esigenza di approfondire, in una prospettiva giuridica e sistematica,…
Commento all’articolo di Giovanni Donzelli dal titolo “CPR nei Paesi terzi: l’Europa segue Meloni”
Leggendo l’articolo https://www.giovannidonzelli.it/governo/cpr-nei-paesi-terzi-leuropa-segue-meloni.html emerge un’impostazione che valorizza l’esternalizzazione delle procedure, presentata come evoluzione delle politiche europee in materia di immigrazione. Il punto, sul piano giuridico, va riportato a sistema. La collocazione dei centri di trattenimento nei Paesi terzi non modifica la natura dello strumento: resta una misura funzionale all’esecuzione dell’allontanamento. Cambia il luogo, non la…
- Remigration : pourquoi ce concept divise l’Europe
- Formazione giuridica sulla protezione complementare: corsi formativi organizzati da Avv. Fabio Loscerbo accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- Commento all’articolo di Giovanni Donzelli dal titolo “CPR nei Paesi terzi: l’Europa segue Meloni”
- Il contratto di integrazione come alternativa alla remigration: un modello giuridico per la Francia
- Return Hubs UE 2026: perché il modello tedesco-olandese ha bisogno del contratto di integrazione italiano


