Misurare l’integrazione non significa attribuire un voto alle persone straniere. Significa comprendere se un territorio stia riuscendo a trasformare una presenza demografica stabile in partecipazione, autonomia e convivenza.
Per Malalbergo, il passaggio successivo dovrebbe essere la costruzione di un Indice locale di integrazione, capace di offrire ogni anno una fotografia sintetica ma attendibile dell’evoluzione del territorio.
L’indice non dovrebbe valutare l’integrazione del singolo cittadino straniero ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno. Tale competenza appartiene allo Stato e non può essere esercitata da un Comune. Lo strumento locale dovrebbe invece misurare il livello complessivo di integrazione della comunità, utilizzando dati aggregati e anonimi.
Il primo indicatore dovrebbe riguardare la lingua italiana. La conoscenza della lingua rappresenta il principale strumento di accesso al lavoro, alla scuola, ai servizi e alle istituzioni. A livello locale potrebbero essere osservati la partecipazione ai corsi, la presenza di percorsi rivolti agli adulti e la capacità delle famiglie di comunicare con la scuola e con gli uffici pubblici.
Il secondo indicatore dovrebbe essere la scuola. Non basterebbe rilevare il numero degli alunni con cittadinanza straniera. Occorrerebbe osservare la frequenza, i ritardi nel percorso formativo, il successo scolastico, il rischio di abbandono, la partecipazione dei genitori e la prosecuzione degli studi dopo la scuola dell’obbligo.
Il terzo ambito dovrebbe riguardare il lavoro. L’integrazione territoriale dipende anche dalla possibilità di costruire un’autonomia economica stabile. I dati potrebbero riguardare il tasso di occupazione, la continuità dei rapporti di lavoro, la partecipazione alla formazione professionale, l’emersione dal lavoro irregolare e la capacità di mantenere un’abitazione senza dipendere in modo permanente dall’assistenza pubblica.
Il quarto indicatore dovrebbe misurare la partecipazione alla vita della comunità. Sport, associazionismo, volontariato, iniziative civiche e rapporti con le istituzioni sono luoghi nei quali l’integrazione assume una forma concreta. Una persona può vivere per anni in un territorio senza costruire relazioni al di fuori della propria cerchia familiare o nazionale. Per questo la semplice residenza non può essere considerata sufficiente.
Il quinto ambito dovrebbe riguardare il rispetto delle regole e la qualità della convivenza. Anche in questo caso non si tratterebbe di schedare individui o gruppi nazionali. Dovrebbero essere analizzati dati complessivi relativi a conflittualità, degrado, irregolarità abitative, uso improprio degli spazi pubblici e difficoltà nel rapporto con i servizi.
L’indice dovrebbe essere costruito con criteri trasparenti e comparabili nel tempo. Ogni indicatore potrebbe essere articolato in alcuni parametri essenziali, aggiornati annualmente dal tavolo territoriale sull’integrazione.
Il risultato finale non dovrebbe essere una graduatoria tra comunità straniere. Un simile metodo sarebbe non soltanto socialmente pericoloso, ma anche scientificamente debole, perché trasformerebbe dati complessi in giudizi collettivi fondati sulla nazionalità.
L’obiettivo dovrebbe essere diverso: comprendere se Malalbergo, nel suo complesso, stia migliorando o peggiorando nelle cinque aree considerate. La fotografia annuale potrebbe indicare i progressi, le criticità e i settori nei quali concentrare gli interventi pubblici.
In questo modo il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” assumerebbe una prima forma tecnica a livello territoriale. L’integrazione cesserebbe di essere una parola generica e diventerebbe un processo osservabile.
Misurare non significa controllare. Significa assumersi la responsabilità di conoscere la realtà e di intervenire prima che le fragilità diventino strutturali. Per Malalbergo, l’Indice locale di integrazione potrebbe rappresentare lo strumento attraverso il quale trasformare i dati in decisioni.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

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