Da decenni il dibattito pubblico sull’immigrazione si concentra prevalentemente sul controllo delle frontiere, sui flussi migratori, sui rimpatri e sulle procedure di regolarizzazione. Si tratta di questioni importanti, ma che affrontano soltanto una parte del fenomeno.
La vera domanda che la politica continua ad evitare è un’altra: cosa accade dopo l’ingresso nel territorio nazionale?
Una volta ottenuto un permesso di soggiorno o una forma di protezione, quale dovrebbe essere il rapporto tra lo straniero e la comunità che lo accoglie?
L’ordinamento giuridico italiano riconosce giustamente una vasta gamma di diritti fondamentali a tutte le persone presenti sul territorio nazionale. Tuttavia, mentre i diritti sono chiaramente definiti e tutelati, il tema dei doveri rimane spesso sullo sfondo.
Eppure nessuna comunità può sopravvivere nel lungo periodo se si fonda esclusivamente sui diritti e dimentica le responsabilità.
Per questa ragione ritengo che sia arrivato il momento di aprire una riflessione seria e coraggiosa su una possibile riforma costituzionale che introduca il principio dell’integrazione come dovere civico.
L’integrazione non dovrebbe essere considerata una semplice opportunità offerta dallo Stato. Dovrebbe rappresentare un preciso impegno assunto da chi sceglie di vivere stabilmente in Italia.
Conoscere la lingua italiana, rispettare le leggi della Repubblica, condividere i principi fondamentali dell’ordinamento democratico e partecipare attivamente alla vita economica e sociale del Paese non sono richieste eccessive. Sono le condizioni minime necessarie per costruire una convivenza stabile e pacifica.
L’errore più grande commesso negli ultimi anni è stato quello di considerare l’integrazione come una conseguenza automatica dell’immigrazione. La realtà dimostra che non è così.
L’integrazione richiede impegno, volontà e responsabilità sia da parte dello Stato sia da parte dello straniero.
Proprio per questo motivo sarebbe opportuno che la Costituzione riconoscesse espressamente il valore dell’integrazione come principio fondamentale della convivenza democratica.
Non si tratterebbe di limitare diritti o di introdurre discriminazioni. Al contrario, significherebbe affermare che diritti e doveri devono procedere insieme.
Chi desidera costruire il proprio futuro in Italia deve essere sostenuto e accompagnato nel percorso di integrazione. Ma la società deve anche poter pretendere che tale percorso venga realmente intrapreso.
Da questa riflessione nasce il paradigma dell’Integrazione o ReImmigrazione.
L’obiettivo non è escludere. L’obiettivo è integrare.
La ReImmigrazione rappresenta semplicemente la conseguenza del fallimento del percorso di integrazione, non il suo punto di partenza.
Per troppo tempo il dibattito politico ha parlato soltanto di immigrazione.
Forse è arrivato il momento di iniziare a parlare di integrazione.
E forse è arrivato il momento che l’integrazione trovi finalmente spazio anche nella Costituzione italiana.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista iscritto al Registro per la Trasparenza dell’Unione Europea – ID 280782895721-36
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

- LIVE – Perché serve una Polizia dell’Immigrazione
- Could the United Kingdom Learn from the Italian Model?
- “Bonaccini: la remigrazione non risolve i problemi dell’Italia” – la vera domanda è quale modello li risolve
- “Remigrazione, Iacchetti contro Salvini e Vannacci” – il dibattito sull’immigrazione merita argomenti, non derisione
- Gli immigrati versano 12,6 miliardi di Irpef. Ma pagare le tasse non basta a dimostrare l’integrazione
- Al Nordest servono immigrati. Ma il bisogno delle imprese non basta a garantire l’integrazione
- Quanto costa davvero l’immigrazione? Il problema che nessuno misura è il fallimento dell’integrazione
- Carlo Fidanza apre all’integrazione. Ma senza un requisito giuridico il vero problema dell’immigrazione resta irrisolto
- LIVE – Una cauzione per entrare in Italia? Ecco perché l’ho proposta
- “Bus gratis ai migranti, la polemica di Bologna” – il problema non è il beneficio, ma l’assenza di un progetto di integrazione
- “Migranti, il no ai Centri per il rimpatrio unisce l’Italia da Nord a Sud” – opporsi ai CPR non basta, serve un’alternativa giuridica credibile
- LIVE – Perché propongo il deposito del passaporto durante il percorso di integrazione
- Perché il diritto italiano è oggi il più avanzato in materia di integrazione?
- “Bus gratis ai migranti? Il vero problema è che continuiamo a finanziare l’integrazione senza pretendere l’integrazione”
- Il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” entra nel dibattito pubblico
- La 17enne radicalizzata e il fallimento dell’integrazione: il nodo delle seconde generazioni
- LIVE – L’integrazione deve essere verificata nel tempo, non una sola volta
- Can U.S. Immigration Law Learn from the Italian Model?
- Magnus Brunner sbaglia: il Patto UE sull’immigrazione ignora il vero problema dell’integrazione
- Dal mio ricorso in Cassazione ai dubbi sul Patto UE: l’integrazione è il nodo irrisolto
- Patto UE migrazione: cosa dice il primo rapporto della Commissione europea
- Il Patto UE finirà davanti alla Consulta. Ma il vero vuoto normativo resta l’assenza di un criterio giuridico di integrazione.
- «I principali responsabili sono i governi». La provocazione di Ferghane Azihari apre una domanda che l’Europa non può più evitare
- Is Europe Asking the Wrong Question About Immigration?
- LIVE – L’Accordo di integrazione esiste già. Il problema è che non viene applicato.
- Le droit français peut-il s’inspirer du modèle italien ?
- A Franco Lodige: il vero problema dell’immigrazione non è solo l’integrazione, ma il fatto che non sia mai diventata un requisito giuridico della permanenza
- Lettera aperta all’On. Isabella Tovaglieri: la remigrazione è solo l’ultima fase, “Integrazione o ReImmigrazione” è il vero paradigma
- Eurostat: l’UE raggiunge 452 milioni di abitanti. Ma chi misura l’integrazione?
- Gli Stati Uniti rafforzano l’ICE. Anche l’Italia dovrebbe istituire una Polizia dell’Immigrazione.
- ¿Está Europa haciéndose la pregunta equivocada sobre la inmigración?
- LIVE – Le seconde generazioni dimostrano che l’integrazione non può essere presunta
- Kann das deutsche Aufenthaltsrecht vom italienischen Modell lernen?
- L’Europa difenda i confini con umanità e intransigenza. Ma governi la permanenza con l’integrazione.
- Stellt Europa die falsche Frage zur Migration?
- LIVE – L’immigrazione non può essere misurata soltanto in base al lavoro
- Sicurezza e immigrazione: il dibattito dimentica che anche l’integrazione è una politica di sicurezza
- ¿Puede el Derecho español inspirarse en el modelo italiano?
- La regolarizzazione di massa della Spagna può violare il diritto dell’Unione? È tempo di valutare una procedura d’infrazion
- La Spagna mette a rischio Schengen: regolarizzazioni di massa senza integrazione
- Milano, la ragazza sfregiata e una domanda che non possiamo più rinviare: esiste un legame tra migrazione e disagio psichico?
- Ddl sicurezza anti-maranza: il vero problema non è il fermo, ma l’assenza di conseguenze strutturali
- L’Europe pose-t-elle la mauvaise question sur l’immigration ?
- LIVE – Il decreto flussi è davvero la soluzione?
- Could the United Kingdom Learn from the Italian Model?
- Le proteste in Sudafrica sono un monito anche per l’Europa: l’integrazione va misurata prima che sia troppo tardi
- Europe Is Asking the Wrong Question About Immigration
- LIVE – La vera emergenza non è l’ingresso degli immigrati, ma la loro integrazione
- LIVE-La ReImmigrazione deve essere il punto di arrivo, non il punto di partenza
- Quanti sono nati in Italia? Le seconde generazioni impongono una nuova riflessione sull’integrazione
- L’Europa rafforza la lotta ai trafficanti. Ora serve una strategia per misurare l’integrazione.
- Sui social si parla di immigrazione incontrollata. Il vero problema è l’integrazione incontrollata.
- Lettera aperta a Gianni Alemanno
- LIVE – Perché la ReImmigrazione non è una remigrazione di massa
- D-Day, Pete Hegseth and the Future of Integration in Europe
- LIVE-Perché la politica continua a discutere di slogan invece che di riforme
- 217.000 nuove cittadinanze in un anno: lo Stato misura davvero l’integrazione?
- Il Paese chiede legalità. La politica continua a discutere di immigrazione senza misurare l’integrazione.
- Le 150.000 firme sulla remigrazione dimostrano che l’Europa cerca risposte nuove. Il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” prova a costruirne una giuridicamente sostenibile.
- Piantedosi ha ragione: la remigrazione è solo un insieme di chiacchiere. Ora serve il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”
- El Día D, Pete Hegseth y el futuro de la integración en Europa
- LIVE-Il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” tutela anche gli stranieri regolarmente integrati
- Il costo del welfare dipende anche dall’integrazione?
- Il dibattito sulla cittadinanza dimentica la domanda più importante: come misuriamo l’integrazione?
- MAROCCO-FRANCIA: non è solo una partita di calcio
- L’articolo di Ferruccio De Bortoli sulla remigrazione dimostra perché l’Europa deve iniziare a parlare del paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”
- D-Day, Pete Hegseth und die Zukunft der Integration in Europa
- LIVE-Le seconde generazioni dimostrano perché bisogna misurare l’integrazione dei genitori
- Il 9,4% della popolazione è straniera: serve una politica dell’integrazione, non dell’emergenza
Lascia un commento