Ogni volta che il tema dell’immigrazione torna al centro del confronto politico, il dibattito si concentra quasi esclusivamente sul controllo delle frontiere, sul contrasto all’immigrazione irregolare, sui rimpatri e sulle misure di ordine pubblico. Sono aspetti essenziali, perché la sicurezza rappresenta uno dei doveri fondamentali dello Stato. Tuttavia, limitare la sicurezza alla sola gestione degli ingressi significa affrontare soltanto una parte del problema.
Una politica migratoria efficace non termina quando una persona attraversa la frontiera. Al contrario, è proprio da quel momento che inizia la fase più complessa: quella dell’integrazione.
Se uno straniero è legittimamente presente sul territorio nazionale, lavora, paga le imposte, contribuisce al sistema previdenziale, frequenta percorsi di formazione, conosce la lingua italiana e partecipa alla vita della comunità, l’integrazione non rappresenta soltanto un obiettivo sociale. Diventa anche uno strumento di prevenzione e, quindi, una politica di sicurezza.
La sicurezza non consiste esclusivamente nella repressione dei reati. Comprende anche la capacità dello Stato di ridurre le condizioni che favoriscono marginalità, esclusione sociale, lavoro irregolare e dipendenza economica. Una persona che riesce a inserirsi stabilmente nella società sviluppa un rapporto diverso con le istituzioni, con il mercato del lavoro e con la comunità nella quale vive.
Per questa ragione è riduttivo contrapporre sicurezza e integrazione come se fossero due modelli alternativi. In realtà, si tratta di due componenti della stessa politica pubblica. Il controllo delle frontiere tutela la sicurezza nella fase dell’ingresso; l’integrazione tutela la sicurezza durante la permanenza.
L’Unione europea ha investito risorse considerevoli per rafforzare il controllo delle frontiere esterne, migliorare l’identificazione delle persone e rendere più efficiente lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. Si tratta di strumenti indispensabili. Manca però un investimento analogo nella costruzione di un sistema capace di misurare l’integrazione.
Ed è proprio questa la lacuna che il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” intende colmare.
Misurare l’integrazione non significa formulare giudizi politici o culturali sulle persone. Significa adottare criteri oggettivi e verificabili per valutare il percorso di inserimento dello straniero: stabilità lavorativa, regolarità fiscale e contributiva, conoscenza della lingua italiana, autonomia economica, partecipazione ai percorsi formativi, frequenza scolastica dei figli, rispetto delle regole fondamentali dell’ordinamento e progressiva riduzione delle condizioni di marginalità sociale.
Questi indicatori consentono allo Stato di verificare non soltanto il comportamento del singolo, ma anche l’efficacia delle proprie politiche pubbliche. Se l’integrazione produce risultati positivi, la permanenza si consolida e la sicurezza collettiva ne trae beneficio. Se, invece, il percorso risulta oggettivamente fallimentare nonostante il tempo trascorso e le opportunità offerte, l’ordinamento deve poter intervenire con strumenti adeguati, sempre nel rispetto della Costituzione, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e del diritto dell’Unione europea.
La sicurezza e l’integrazione non sono quindi due obiettivi contrapposti. Sono due momenti della stessa strategia di governo dell’immigrazione. Il primo consiste nel controllare chi entra. Il secondo consiste nel verificare, con criteri trasparenti e misurabili, come si sviluppa il percorso di chi è autorizzato a rimanere.
Finché il dibattito continuerà a separare questi due aspetti, le politiche migratorie resteranno inevitabilmente incomplete. Una società è davvero più sicura non soltanto quando controlla le proprie frontiere, ma anche quando è capace di misurare e governare l’integrazione di chi vive stabilmente al suo interno.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo.
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

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