L’omicidio del titolare di una pizzeria a Reggio Emilia ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Le indagini sono ancora in corso e sarà la magistratura ad accertare con precisione responsabilità, movente e dinamica dei fatti. Proprio per questo, ogni conclusione sul caso concreto sarebbe oggi prematura.
Esiste però una riflessione che va oltre il singolo episodio e riguarda l’organizzazione dello Stato.
Il dibattito sull’immigrazione continua a concentrarsi quasi esclusivamente sugli sbarchi, sui permessi di soggiorno e sui rimpatri. Molto meno si discute di ciò che accade dopo l’ingresso nel territorio nazionale. Chi verifica nel tempo il mantenimento dei requisiti del soggiorno? Chi monitora l’evoluzione delle posizioni amministrative degli stranieri? Chi si occupa in modo continuativo del rintraccio di chi perde il titolo a rimanere in Italia o si sottrae ai provvedimenti di allontanamento?
Oggi queste competenze sono distribuite tra Questure, Prefetture e diverse forze di polizia, che devono conciliarle con una molteplicità di altre funzioni di sicurezza pubblica. Il risultato è un sistema frammentato, nel quale il controllo dell’immigrazione rappresenta solo una delle tante priorità operative.
Per questo ritengo che sia giunto il momento di aprire una discussione sull’istituzione di un Corpo di Polizia dell’Immigrazione, con competenze specialistiche e dedicate. La sua funzione non sarebbe quella di sostituire le altre forze di polizia né di svolgere attività di ordine pubblico, ma di gestire in maniera continuativa l’intero ciclo amministrativo dell’immigrazione: monitorare le posizioni dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti, verificare il permanere dei requisiti previsti dalla legge, individuare tempestivamente le situazioni di irregolarità, eseguire i provvedimenti di espulsione e coordinare le attività di rimpatrio.
Questa proposta non presuppone che il presunto autore del delitto di Reggio Emilia fosse regolare o irregolare. Ed è proprio questo il punto: uno Stato moderno non dovrebbe attendere che un fatto di cronaca imponga queste domande, ma dovrebbe essere in grado di conoscere in ogni momento la posizione amministrativa degli stranieri presenti sul proprio territorio e intervenire con tempestività quando vengono meno le condizioni previste dalla legge.
L’immigrazione è ormai un fenomeno strutturale. Come tale richiede strutture amministrative specializzate. Continuare ad affrontarla con competenze frammentate significa rinunciare a una gestione efficiente, sia nell’interesse della sicurezza collettiva sia nell’interesse degli stessi cittadini stranieri che rispettano le regole.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo.
ORCID: https://orcid.org/0009-0003-9848-4558

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