L’articolo pubblicato su AsiaNews (https://www.asianews.it/notizie-it/La-linea-dura-di-Tokyo-contro-l’immigrazione,-record-di-espulsioni-nel-2025-65208.html) descrive il rafforzamento delle politiche di espulsione in Giappone, evidenziando un incremento significativo dei rimpatri.
Il dato è interessante perché mostra un sistema in cui la fase esecutiva funziona in modo più efficace rispetto a quanto avviene in molti Paesi europei. L’aumento delle espulsioni non è solo un fatto numerico, ma il segnale di una maggiore capacità dello Stato di dare attuazione alle decisioni amministrative.
Tuttavia, il punto centrale non è tanto la “linea dura”, quanto la coerenza del sistema. Dove il rimpatrio è effettivo, significa che esiste un collegamento chiaro tra la valutazione della posizione dello straniero e l’esito finale del procedimento.
È proprio su questo aspetto che l’esperienza giapponese offre uno spunto utile. Il paradigma Integrazione o ReImmigrazione consente di leggere questo dato in chiave sistemica: non si tratta di rendere più rigidi gli strumenti, ma di costruire un modello in cui le decisioni siano prevedibili e conseguenti.
In questa prospettiva, il rimpatrio non è una misura eccezionale, ma l’esito naturale di una valutazione negativa. Ciò che fa la differenza è la coerenza tra le fasi del procedimento: valutazione, decisione ed esecuzione.
Il dato che emerge è chiaro: quando il sistema è strutturato, anche l’esecuzione funziona. E questo rappresenta un elemento di riflessione rilevante per i modelli europei, spesso caratterizzati da una forte distanza tra decisione amministrativa ed effettività del rimpatrio.

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