Un articolo pubblicato da Il Secolo XIX, dedicato al Festival dell’Economia di Genova, rilancia una tesi destinata a far discutere: senza immigrazione molte imprese italiane rischiano di chiudere per mancanza di lavoratori. È un argomento che merita attenzione e che fotografa una parte della realtà economica del Paese.
Ma è davvero questa la domanda decisiva?
Ridurre il fenomeno migratorio a una semplice esigenza del mercato del lavoro significa osservare soltanto una parte del problema. Lo Stato non è chiamato esclusivamente a soddisfare il fabbisogno di manodopera delle imprese. Deve anche garantire sicurezza, coesione sociale, rispetto della legalità e stabilità della convivenza civile.
Per questo la vera domanda non è quanta immigrazione serva, ma quale immigrazione serva.
Non tutti i percorsi migratori producono gli stessi risultati. Ciò che dovrebbe interessare il legislatore non è semplicemente il numero degli ingressi, ma la capacità dello straniero di costruire un autentico percorso di integrazione: imparare la lingua italiana, rispettare le regole, lavorare regolarmente, condividere i principi fondamentali dell’ordinamento e partecipare alla vita della comunità.
Il paradigma Integrazione o ReImmigrazione nasce proprio per offrire una risposta a questa esigenza. Il futuro delle politiche migratorie non può essere costruito esclusivamente sui numeri degli ingressi né esclusivamente sui rimpatri. Deve fondarsi sulla valutazione del percorso individuale di integrazione.
L’Italia ha certamente bisogno di lavoratori. Ma ha ancora più bisogno di un sistema capace di distinguere chi dimostra concretamente di voler diventare parte della comunità nazionale da chi, invece, non rispetta le condizioni della permanenza.
Il futuro delle politiche migratorie non si giocherà sulla quantità dell’immigrazione, ma sulla qualità dell’integrazione.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo.
ORCID: https://orcid.org/0009-0003-9848-4558

- Una Carta locale dei diritti e dei doveri: l’integrazione come patto con la comunità
- L’Europa litiga sull’immigrazione perché manca una regia. Anche l’Italia ha bisogno di un Ministero dell’Integrazione e della ReImmigrazione
- Il Portogallo sceglie l’integrazione, non le porte aperte. Ma l’integrazione deve essere verificata
- Frontières ouvertes, éloignements inefficaces : la contradiction de la politique migratoire européenne
- La destra e l’immigrazione: venticinque anni di ricette, un problema ancora irrisolto
- Prevenire prima di assistere: un sistema locale di allerta sulle fragilità sociali
- Click day, consolati e burocrazia: il decreto flussi non si ripara, si supera
- Ceuta cambia l’Europa: non basta controllare chi entra, bisogna verificare chi rimane
- Venticinque anni di slogan sull’immigrazione: dalla Bossi-Fini alla remigrazione
- Germania, 21 miliardi di Bürgergeld agli stranieri ma il lavoro ha bisogno dell’immigrazione: il vero problema è misurare l’integrazione
- Sport, associazioni e parrocchie: l’integrazione si costruisce fuori dagli uffici pubblici
- Dalla custodia del passaporto al nuovo Eurodac: l’identificazione forte rende possibile la ReImmigrazione senza duplicazioni consolari
- Dalla vulnerabilità al radicamento: l’evoluzione della protezione complementare nel diritto italiano dell’immigrazione
- Dall’Albania ai nuovi hub europei: il modello può crescere solo se la ReImmigrazione nasce da una decisione individuale
- Porti chiusi, blocco navale, remigrazione: la lunga stagione delle promesse migratorie
- Deutschland braucht Einwanderung – aber Integration muss messbar werden
- Lavoro regolare e integrazione: un patto locale con imprese, agricoltura e artigianato
- Il Giappone supera l’integrazione presunta: la residenza permanente deve essere meritata e verificata
- Il Ministero dell’Interno e il riconoscimento dell’integrazione: la protezione complementare oltre la giurisdizione
- Dalla Bossi-Fini a Vannacci: venticinque anni di politiche migratorie alla prova dei fatti
- Immigrazione, oltre il “negazionismo”: l’integrazione si misura con lavoro, lingua e rispetto delle regole
- La lingua italiana come infrastruttura civile: corsi di prossimità per adulti e famiglie
- Seconde generazioni: crescere in Italia non significa essere automaticamente integrati
- Hanoi digitalizza la Polizia dell’Immigrazione: specializzazione non significa burocrazia, ma efficienza
- Il Foglio ha ragione: la solidarietà senza responsabilità è populismo. Ma la responsabilità comincia dalla verifica dell’integrazione
- Immigrazione e asilo: tre eventi formativi organizzati dall’Avv. Fabio Loscerbo e accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- La scuola come sensore sociale: un patto educativo per le seconde generazioni
- Dubai porta alla frontiera ciò che www.reimmigrazione.com aveva previsto: l’immigrazione sarà governata dagli algoritmi
- A Padova la conferenza “ReImmigrazione – Quale futuro per l’identità europea?”
- Il modello Albania può funzionare solo misurando l’integrazione: la ReImmigrazione comincia prima del rimpatrio
- La Spagna rivendica politiche migratorie progressiste. Ma regolarizzare non significa integrare
- Chi rappresenta davvero gli immigrati a Bologna? Il potere delle associazioni nel modello Lepore
- Bologna città antirazzista: quando l’ideologia sostituisce la valutazione dell’integrazione
- (senza titolo)
- L’Indice locale di integrazione: cinque indicatori per capire come sta cambiando Malalbergo
- Serve una Polizia dell’Immigrazione? Controlli, rimpatri e garanzie nello Stato di diritto
- Non basta entrare e restare: l’integrazione deve essere verificata nel tempo
- “L’immigrazione non è un’emergenza”. Vero. L’emergenza è non sapere chi integrare, come integrarlo e cosa fare quando l’integrazione fallisce
- Vannacci vede il problema: la risposta è “Integrazione o ReImmigrazione”, non la remigrazione
- Un Osservatorio comunale leggero: misurare l’integrazione senza creare nuova burocrazia
- Il caso El-Sayed: quando la rappresentanza musulmana può diventare Islam politico
- Le comunità migranti chiedono più diritti: ma quali responsabilità assumono nell’integrazione?
- Trump dice che l’immigrazione sta uccidendo l’Europa: i dieci pilastri di “Integrazione o ReImmigrazione” per evitare il fallimento
- Marcinelle non insegna ad aprire le frontiere: insegna a governare l’immigrazione
- Cottarelli: «L’immigrazione serve». Ma l’Italia non può curare l’inverno demografico importando popolazione
- Il paradigma deve partire dai Comuni: perché Malalbergo può diventare un laboratorio dell’integrazione
- Dalla piscina separata al voto di comunità: come la fede può diventare rappresentanza politica
- La libertà non si difende soltanto alle frontiere: l’integrazione deve isolare ogni fanatismo
- Brunner apre ai talebani e scarica la responsabilità sugli Stati: il rimpatrio non può diventare un obiettivo numerico
- L’immigrazione non è una cura automatica per la crisi demografica
- Integrazione o ReImmigrazione dal basso: un progetto concreto per Malalbergo
- Dal voto di comunità all’Islam politico: da Venezia e Vigevano al caso El-Sayed
- Il Patto UE si inceppa a Palermo: senza una vera Polizia dell’Immigrazione le procedure di frontiera restano sulla carta
- Alemanno denuncia la solitudine italiana, ma il vero vuoto è la decisione sulla permanenza
- L’immigrazione non si governa negando i problemi dei territori
- “Ceuta, Rosy Bindi: ‘Abolire Schengen non è la soluzione’ – il problema non è Schengen, ma l’assenza di un modello europeo di integrazione
- Ceuta and Europe’s Border Crisis: Regularisation, Irregular Entry and Political Responsibility
- Trieste, cala la rotta balcanica ma resta il problema dell’integrazione
- L’immigrazione non basta a salvare l’Italia: senza integrazione, il saldo demografico è soltanto un’illusione
- Ceuta y la crisis de las fronteras europeas: regularización, inmigración irregular y responsabilidad política
- La Spagna ha aperto una falla in Schengen: regolarizzare senza integrazione significa esportare i flussi migratori
- Immigrazione e asilo: tre eventi formativi organizzati dall’Avv. Fabio Loscerbo e accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- Pedro Sánchez ha convertido a España en el vientre blando de Europa: ahora se esconde detrás de la coartada de las mafias
- Giannini accusa la destra di sfruttare Ceuta, ma evita la domanda decisiva: chi non si integra deve rimanere?
- Pedro Sánchez hat Spanien zum weichen Unterleib Europas gemacht – nun versteckt er sich hinter dem Mafia-Alibi
- Ceuta und Europas Grenzkrise: Legalisierung, irreguläre Einreise und politische Verantwortung
- L’ICE arresta gli irregolari negli aeroporti: serve una Polizia dell’Immigrazione, ma dentro lo Stato di diritto
- Minori stranieri non accompagnati: il sistema Lepore è saturo, ma continua a definirsi un modello
Lascia un commento