Il Giappone sta affrontando una sfida che riguarda tutte le società sviluppate: una popolazione che invecchia, una crescente carenza di lavoratori e la necessità di ricorrere, almeno in parte, all’immigrazione.
La differenza rispetto al dibattito europeo è che la discussione non si limita a stabilire se servano più o meno immigrati. La domanda che emerge con sempre maggiore frequenza è un’altra: come conciliare le esigenze dell’economia con la tutela della coesione sociale, dell’identità nazionale e della sicurezza?
È una domanda che in Europa fatichiamo ancora a porci.
Da una parte si continua a sostenere che servono più ingressi per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro. Dall’altra si invocano controlli più rigidi e maggiori rimpatri. Entrambe le posizioni, però, rischiano di lasciare irrisolto il tema centrale: che cosa accade dopo l’ingresso dello straniero?
Il vero nodo non è soltanto l’immigrazione. È l’integrazione.
Uno Stato moderno dovrebbe essere in grado di valutare il percorso individuale di chi viene accolto, verificando l’apprendimento della lingua, il rispetto delle regole, l’inserimento lavorativo, la partecipazione alla vita della comunità e la condivisione dei principi fondamentali dell’ordinamento.
È proprio su questo terreno che il paradigma Integrazione o ReImmigrazione propone un cambio di prospettiva. Non una politica fondata esclusivamente sui numeri degli ingressi o dei rimpatri, ma un sistema che colleghi la permanenza sul territorio a un percorso di integrazione concretamente verificabile.
Forse il contributo più interessante che arriva oggi dal Giappone non riguarda il numero di immigrati da accogliere. Riguarda la qualità del dibattito. Perché prima ancora di decidere quanta immigrazione serva, occorre stabilire quale modello di società si intenda costruire.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo.
ORCID: https://orcid.org/0009-0003-9848-4558

- Una Carta locale dei diritti e dei doveri: l’integrazione come patto con la comunità
- L’Europa litiga sull’immigrazione perché manca una regia. Anche l’Italia ha bisogno di un Ministero dell’Integrazione e della ReImmigrazione
- Il Portogallo sceglie l’integrazione, non le porte aperte. Ma l’integrazione deve essere verificata
- Frontières ouvertes, éloignements inefficaces : la contradiction de la politique migratoire européenne
- La destra e l’immigrazione: venticinque anni di ricette, un problema ancora irrisolto
- Prevenire prima di assistere: un sistema locale di allerta sulle fragilità sociali
- Click day, consolati e burocrazia: il decreto flussi non si ripara, si supera
- Ceuta cambia l’Europa: non basta controllare chi entra, bisogna verificare chi rimane
- Venticinque anni di slogan sull’immigrazione: dalla Bossi-Fini alla remigrazione
- Germania, 21 miliardi di Bürgergeld agli stranieri ma il lavoro ha bisogno dell’immigrazione: il vero problema è misurare l’integrazione
- Sport, associazioni e parrocchie: l’integrazione si costruisce fuori dagli uffici pubblici
- Dalla custodia del passaporto al nuovo Eurodac: l’identificazione forte rende possibile la ReImmigrazione senza duplicazioni consolari
- Dalla vulnerabilità al radicamento: l’evoluzione della protezione complementare nel diritto italiano dell’immigrazione
- Dall’Albania ai nuovi hub europei: il modello può crescere solo se la ReImmigrazione nasce da una decisione individuale
- Porti chiusi, blocco navale, remigrazione: la lunga stagione delle promesse migratorie
- Deutschland braucht Einwanderung – aber Integration muss messbar werden
- Lavoro regolare e integrazione: un patto locale con imprese, agricoltura e artigianato
- Il Giappone supera l’integrazione presunta: la residenza permanente deve essere meritata e verificata
- Il Ministero dell’Interno e il riconoscimento dell’integrazione: la protezione complementare oltre la giurisdizione
- Dalla Bossi-Fini a Vannacci: venticinque anni di politiche migratorie alla prova dei fatti
- Immigrazione, oltre il “negazionismo”: l’integrazione si misura con lavoro, lingua e rispetto delle regole
- La lingua italiana come infrastruttura civile: corsi di prossimità per adulti e famiglie
- Seconde generazioni: crescere in Italia non significa essere automaticamente integrati
- Hanoi digitalizza la Polizia dell’Immigrazione: specializzazione non significa burocrazia, ma efficienza
- Il Foglio ha ragione: la solidarietà senza responsabilità è populismo. Ma la responsabilità comincia dalla verifica dell’integrazione
- Immigrazione e asilo: tre eventi formativi organizzati dall’Avv. Fabio Loscerbo e accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- La scuola come sensore sociale: un patto educativo per le seconde generazioni
- Dubai porta alla frontiera ciò che www.reimmigrazione.com aveva previsto: l’immigrazione sarà governata dagli algoritmi
- A Padova la conferenza “ReImmigrazione – Quale futuro per l’identità europea?”
- Il modello Albania può funzionare solo misurando l’integrazione: la ReImmigrazione comincia prima del rimpatrio
- La Spagna rivendica politiche migratorie progressiste. Ma regolarizzare non significa integrare
- Chi rappresenta davvero gli immigrati a Bologna? Il potere delle associazioni nel modello Lepore
- Bologna città antirazzista: quando l’ideologia sostituisce la valutazione dell’integrazione
- (senza titolo)
- L’Indice locale di integrazione: cinque indicatori per capire come sta cambiando Malalbergo
- Serve una Polizia dell’Immigrazione? Controlli, rimpatri e garanzie nello Stato di diritto
- Non basta entrare e restare: l’integrazione deve essere verificata nel tempo
- “L’immigrazione non è un’emergenza”. Vero. L’emergenza è non sapere chi integrare, come integrarlo e cosa fare quando l’integrazione fallisce
- Vannacci vede il problema: la risposta è “Integrazione o ReImmigrazione”, non la remigrazione
- Un Osservatorio comunale leggero: misurare l’integrazione senza creare nuova burocrazia
- Il caso El-Sayed: quando la rappresentanza musulmana può diventare Islam politico
- Le comunità migranti chiedono più diritti: ma quali responsabilità assumono nell’integrazione?
- Trump dice che l’immigrazione sta uccidendo l’Europa: i dieci pilastri di “Integrazione o ReImmigrazione” per evitare il fallimento
- Marcinelle non insegna ad aprire le frontiere: insegna a governare l’immigrazione
- Cottarelli: «L’immigrazione serve». Ma l’Italia non può curare l’inverno demografico importando popolazione
- Il paradigma deve partire dai Comuni: perché Malalbergo può diventare un laboratorio dell’integrazione
- Dalla piscina separata al voto di comunità: come la fede può diventare rappresentanza politica
- La libertà non si difende soltanto alle frontiere: l’integrazione deve isolare ogni fanatismo
- Brunner apre ai talebani e scarica la responsabilità sugli Stati: il rimpatrio non può diventare un obiettivo numerico
- L’immigrazione non è una cura automatica per la crisi demografica
- Integrazione o ReImmigrazione dal basso: un progetto concreto per Malalbergo
- Dal voto di comunità all’Islam politico: da Venezia e Vigevano al caso El-Sayed
- Il Patto UE si inceppa a Palermo: senza una vera Polizia dell’Immigrazione le procedure di frontiera restano sulla carta
- Alemanno denuncia la solitudine italiana, ma il vero vuoto è la decisione sulla permanenza
- L’immigrazione non si governa negando i problemi dei territori
- “Ceuta, Rosy Bindi: ‘Abolire Schengen non è la soluzione’ – il problema non è Schengen, ma l’assenza di un modello europeo di integrazione
- Ceuta and Europe’s Border Crisis: Regularisation, Irregular Entry and Political Responsibility
- Trieste, cala la rotta balcanica ma resta il problema dell’integrazione
- L’immigrazione non basta a salvare l’Italia: senza integrazione, il saldo demografico è soltanto un’illusione
- Ceuta y la crisis de las fronteras europeas: regularización, inmigración irregular y responsabilidad política
- La Spagna ha aperto una falla in Schengen: regolarizzare senza integrazione significa esportare i flussi migratori
- Immigrazione e asilo: tre eventi formativi organizzati dall’Avv. Fabio Loscerbo e accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- Pedro Sánchez ha convertido a España en el vientre blando de Europa: ahora se esconde detrás de la coartada de las mafias
- Giannini accusa la destra di sfruttare Ceuta, ma evita la domanda decisiva: chi non si integra deve rimanere?
- Pedro Sánchez hat Spanien zum weichen Unterleib Europas gemacht – nun versteckt er sich hinter dem Mafia-Alibi
Lascia un commento