Dall’utilitarismo alla responsabilità: perché l’integrazione non coincide con la produttività

La riduzione dell’immigrazione a problema di fabbisogni economici produce un effetto perverso: trasforma il migrante in risposta a una domanda di mercato.
Ma l’integrazione non nasce per soddisfare una domanda economica.
Nasce come criterio di responsabilità reciproca.
Questo è il punto che il paradigma utilitarista non coglie.
Produttività e integrazione non coincidono.
Si può lavorare senza integrarsi.
Si può essere integrati pur attraversando fragilità economiche.
Confondere i due piani significa scambiare il lavoro per appartenenza.
Il paradigma Integrazione o ReImmigrazione rompe questa confusione.
Perché sposta il baricentro dall’utilità alla responsabilità.
Non domanda soltanto cosa il migrante produce.
Domanda come partecipa.
Ed è una domanda giuridicamente più seria.

Avv. Fabio Loscerbo

Lobbista iscritto al Registro per la Trasparenza dell’Unione Europea n. 280782895721-36

ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428⁠

Commenti

Lascia un commento