Le elezioni comunali di Venezia 2026, anche attraverso l’emersione di candidature di origine migrante, offrono l’occasione per porre una domanda di fondo: quale idea di integrazione si intende promuovere?
Il paradigma Integrazione o ReImmigrazione non propone uno slogan né una piattaforma politica contingente, ma una possibile chiave giuridica e ordinamentale per ripensare il rapporto tra permanenza, integrazione e ritorno. In questo spirito, ai candidati che si propongono come espressione di nuove leadership civiche si sottopongono dieci domande pubbliche.
- L’Accordo di integrazione va rafforzato?
Ritenete che l’Accordo di integrazione previsto dall’ordinamento debba evolvere da strumento formale a vero patto civico fondato su diritti e responsabilità reciproche?
- L’integrazione deve misurare la permanenza?
Condividete che la stabilità del soggiorno debba essere valutata anche sulla base di indicatori di integrazione, come lavoro, lingua e rispetto delle regole?
- L’integrazione è anche un dovere?
Ritenete che l’integrazione non sia soltanto un diritto del migrante, ma anche un dovere giuridico-sociale verso la comunità che accoglie?
- Condividete i tre pilastri dell’integrazione?
Lavoro, lingua e rispetto dell’ordinamento possono costituire, a vostro avviso, i tre pilastri di una concezione ordinamentale dell’integrazione?
- Le leadership comunitarie devono guidare l’integrazione?
Quale ruolo attribuite alle leadership delle comunità migranti nel promuovere integrazione civica e contrastare dinamiche di chiusura identitaria o controllo sociale?
- L’integrazione dovrebbe contare più delle quote?
Riterreste condivisibile che, nelle future politiche migratorie, il parametro integrazione assuma maggiore rilievo rispetto a una gestione puramente quantitativa dei flussi?
- Se l’integrazione fallisce, si può discutere di ritorno?
Ritenete giuridicamente legittimo discutere che, in caso di persistente mancata integrazione, il ritorno nel Paese di origine possa costituire opzione ordinamentale?
- Come valutate il paradigma della ReImmigrazione?
È discutibile, a vostro avviso, il paradigma secondo cui chi non si integra debba essere orientato al ritorno, in una logica che definisco ReImmigrazione?
- Integrazione significa anche adesione ai valori costituzionali?
Per voi integrazione significa solo inclusione socioeconomica o anche adesione sostanziale ai principi costituzionali italiani?
- Siete disponibili ad affermare un principio chiaro?
Chi si integra resta, chi rifiuta strutturalmente l’integrazione rientra.
Ritenete questo principio discutibile o condivisibile?
Una domanda finale ai candidati
Quale integrazione volete guidare?
Una integrazione come semplice coesistenza?
O una integrazione come paradigma giuridico fondato su permanenza, responsabilità e, ove l’integrazione fallisca, ReImmigrazione?
Non una polemica.
Un manifesto di domande.
Una proposta di dibattito pubblico.
Avv. Fabio Loscerbo
Registro per la Trasparenza dell’Unione Europea n. 280782895721-36
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

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