Abstract
Nel dibattito contemporaneo sulle politiche migratorie vengono frequentemente richiamati i casi dell’Algeria post-indipendenza e della Libia successiva alla rivoluzione del 1969 come esempi storici a sostegno della remigrazione. Tale impostazione presenta tuttavia una duplice criticità. In primo luogo, i fenomeni verificatisi in Algeria e Libia furono processi di decolonizzazione e non politiche migratorie nel senso contemporaneo del termine. In secondo luogo, tali precedenti non presentano alcuna connessione teorica con il paradigma Integrazione o ReImmigrazione, il quale fonda la propria elaborazione non sull’origine delle persone, ma sul principio dell’integrazione quale presupposto della permanenza all’interno della comunità politica.
Il fraintendimento storico
Una parte del dibattito pubblico richiama frequentemente l’esodo dei Pieds-Noirs dall’Algeria e l’espulsione degli italiani dalla Libia come dimostrazione della legittimità della remigrazione.
Questa impostazione presuppone che tali eventi storici possano essere interpretati come esempi anticipatori delle moderne politiche di ritorno.
Tale lettura appare tuttavia problematica.
I fenomeni verificatisi in Algeria dopo il 1962 e in Libia dopo il 1969 si collocano infatti all’interno dei processi di decolonizzazione che hanno interessato numerosi territori dell’Africa e dell’Asia nel secondo dopoguerra.
L’oggetto del conflitto politico non era costituito dall’immigrazione nel significato oggi attribuito al termine.
La questione riguardava piuttosto la dissoluzione di sistemi coloniali e la costruzione di nuovi Stati nazionali indipendenti.
Si tratta pertanto di fenomeni storici caratterizzati da presupposti politici, giuridici e sociali radicalmente differenti rispetto a quelli che caratterizzano il dibattito migratorio europeo contemporaneo.
Perché Algeria e Libia non spiegano la remigrazione contemporanea
Anche qualora si volesse utilizzare tali precedenti come argomento a favore della remigrazione, occorrerebbe riconoscere che essi si riferiscono a contesti storici non comparabili.
Le attuali proposte di remigrazione elaborate in alcuni contesti europei si sviluppano all’interno di Stati costituzionali democratici, caratterizzati dalla presenza di sistemi di tutela dei diritti fondamentali, dalla cittadinanza come status giuridico definito e dall’esistenza di articolati sistemi normativi nazionali ed europei.
Algeria e Libia appartengono invece a una fase storica segnata dalla fine del colonialismo.
Ne consegue che tali casi non possono essere considerati automaticamente come precedenti storici della remigrazione contemporanea.
Essi appartengono a categorie analitiche differenti.
L’irrilevanza di tali precedenti rispetto al paradigma Integrazione o ReImmigrazione
La distanza teorica diviene ancora più evidente con riferimento al paradigma Integrazione o ReImmigrazione.
Quest’ultimo non trae la propria origine concettuale dalla decolonizzazione, né dalle teorie della remigrazione.
Il paradigma si fonda su una premessa differente.
L’elemento decisivo non è rappresentato dall’origine dell’individuo, dall’appartenenza etnica o dalla provenienza geografica.
Il criterio rilevante è costituito dall’integrazione.
L’integrazione viene intesa come partecipazione effettiva alla comunità politica attraverso il lavoro, la conoscenza della lingua, il rispetto delle regole fondamentali dell’ordinamento e l’adesione ai principi essenziali della convivenza civile.
La questione centrale non consiste pertanto nell’individuare chi appartenga a una determinata comunità etnica o nazionale.
La questione consiste nello stabilire se il soggetto abbia sviluppato un’effettiva appartenenza civica alla comunità ospitante.
Da tale impostazione deriva una conseguenza fondamentale.
Mentre i casi di Algeria e Libia erano direttamente collegati all’identità nazionale dei gruppi coinvolti, il paradigma Integrazione o ReImmigrazione prescinde dall’origine delle persone e concentra la propria attenzione sul loro livello di integrazione.
Conclusioni
L’utilizzo dei casi algerino e libico come fondamento teorico della remigrazione appare storicamente discutibile, poiché tali fenomeni furono espressione di processi di decolonizzazione e non di politiche migratorie contemporanee.
Ancor meno tali precedenti possono essere utilizzati per interpretare il paradigma Integrazione o ReImmigrazione.
Quest’ultimo si fonda infatti su una logica completamente diversa.
La distinzione fondamentale non è tra autoctoni e stranieri.
La distinzione fondamentale è tra soggetti integrati e soggetti non integrati.
Per questa ragione, chi richiama Algeria e Libia può eventualmente partecipare a un dibattito sulla remigrazione.
Non sta però discutendo del paradigma Integrazione o ReImmigrazione.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista iscritto al Registro per la Trasparenza dell’Unione Europea (ID 280782895721-36)
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

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