L’articolo pubblicato da Il Timone (https://www.iltimone.org/news/news/201677/omicidio-di-massa-quello-che-i-media-non-raccontano-sul-branco.html) può essere letto, al di là del singolo fatto di cronaca, come il sintomo di una questione ben più profonda e strutturale: il fallimento, o quantomeno la fragilità, dei processi di integrazione delle cosiddette seconde generazioni.
È su questo terreno che il dibattito pubblico mostra le maggiori ambiguità. Da un lato, si tende a trattare i soggetti appartenenti alle seconde generazioni come pienamente integrati per definizione, quasi che la nascita o la crescita in un determinato contesto territoriale sia di per sé sufficiente a garantire l’inclusione sociale. Dall’altro, quando emergono fenomeni di devianza o di violenza, si reagisce in modo opposto, attribuendo rilevanza a fattori identitari o culturali in modo generalizzato.
Entrambe le impostazioni sono giuridicamente insostenibili.
Il diritto non può muoversi per presunzioni, né in senso inclusivo né in senso stigmatizzante. La nozione di integrazione, se vuole assumere rilievo giuridico, deve essere ancorata a elementi concreti, verificabili, individuali. Ed è proprio qui che il tema delle seconde generazioni si rivela particolarmente critico.
A differenza dei migranti di prima generazione, per i quali il percorso di integrazione è spesso visibile e documentabile – lavoro, regolarità del soggiorno, inserimento sociale – nelle seconde generazioni il problema si sposta su un piano diverso: quello dell’identità, dell’appartenenza e della interiorizzazione delle regole del contesto giuridico e sociale.
Il decreto del Tribunale di Bologna del 3 aprile 2026, così come altre recenti pronunce, ha chiarito che l’integrazione non è un dato formale, ma un processo sostanziale che implica partecipazione alla vita della comunità, rispetto delle regole, costruzione di relazioni sociali stabili. Questo vale a maggior ragione per chi è cresciuto all’interno del territorio nazionale.
Se tale processo non si realizza, il problema non può essere rimosso né ridotto a una mera questione penale. Diventa, piuttosto, un indice di una integrazione incompiuta o fallita.
L’articolo de Il Timone, pur con il suo taglio, richiama indirettamente questo punto: la difficoltà di affrontare in modo esplicito il tema delle seconde generazioni senza scivolare né nella negazione del problema né nella generalizzazione.
È qui che il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” assume una funzione chiarificatrice.
Esso consente di superare entrambe le distorsioni, perché sposta l’attenzione dal dato identitario al comportamento. Non rileva l’origine, ma il grado di integrazione effettiva. Non rileva l’appartenenza, ma la partecipazione al sistema di regole.
Nel caso delle seconde generazioni, questo significa riconoscere che l’integrazione non può essere presunta, ma deve essere verificata. E che eventuali criticità non possono essere affrontate esclusivamente in chiave repressiva, ma richiedono una riflessione più ampia sul funzionamento dei processi di inclusione.
Il punto, in altri termini, non è “da dove viene” il soggetto, ma “come si colloca” all’interno della comunità giuridica.
Quando questo collocamento fallisce, emergono tensioni che il diritto penale è chiamato a gestire solo in via residuale. Il problema, però, resta a monte: nella capacità – o incapacità – del sistema di costruire percorsi di integrazione reale.
Ignorare questa dimensione significa condannarsi a una gestione emergenziale e frammentaria, in cui ogni episodio viene trattato come un fatto isolato, senza affrontarne le cause strutturali.
Al contrario, un approccio giuridico coerente impone di riportare il tema delle seconde generazioni dentro il perimetro dell’integrazione come criterio. Non come slogan, ma come parametro operativo.
Solo in questo modo è possibile evitare sia la deriva della generalizzazione, sia quella della rimozione.
Perché il vero nodo non è la presenza, ma la qualità della presenza.
E questo vale, oggi più che mai, anche – e soprattutto – per le seconde generazioni.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista – Registro per la Trasparenza UE n. 280782895721-36
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

- “Calo delle nascite in Italia e saldo migratorio positivo (dati ISTAT 2025)” (Famiglia Cristiana): il limite della lettura economicista dell’immigrazione
- “Omicidio di massa, quello che i media non raccontano sul branco” (Il Timone): il nodo irrisolto delle seconde generazioni tra integrazione mancata e crisi del modello giuridico
- “Spagna: approvato il decreto per la regolarizzazione degli immigrati irregolari” (Il Post): la normalizzazione della sanatoria e la rinuncia al criterio dell’integrazione
- “Spagna, Sánchez: regolarizzazione di 500mila immigrati, ‘stiamo facendo qualcosa di buono per il nostro Paese’” (Il Sole 24 Ore): tra regolarizzazione di massa e assenza di criterio giuridico della permanenza
- Remigrazione e ReImmigrazione: due concetti distinti tra ideologia e diritto
- Tribunale di Bologna, decreto del 3 aprile 2026 (RG n. 8248/2024): integrazione come identità sociale e protezione complementare nel paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”
- Tribunale di Venezia, decreto del 12 marzo 2026 (ruolo generale numero 20560 del 2024): integrazione lavorativa come criterio sufficiente e la protezione complementare come conferma del paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”
- Tribunale di Bologna, decreto del 3 aprile 2026 (ruolo generale numero 8035 del 2024): integrazione come criterio giuridico e la protezione complementare come laboratorio del paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”
- Commento all’articolo di Today.it dal titolo “Rimpatri migranti, ecco le nuove regole Ue”
- Integration Contract vs. Remigration: A Legal Framework for the French Crisis – Lessons for the United States
- EU Return Hubs 2026: why the German-Dutch model needs an integration contract
- Remigration vs Reimmigration: Two Competing Models in Europe After the EU Elections
- Albania Case: Why Without Integration Assessment There Can Be No Effective Deportation Policy
- Remigration in Europa: Was Martin Sellners Theorie wirklich vorschlägt – und wie sich das Paradigma „Integration oder ReImmigration“ unterscheidet
- Remigration : pourquoi ce concept divise l’Europe
- Formazione giuridica sulla protezione complementare: corsi formativi organizzati da Avv. Fabio Loscerbo accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- Commento all’articolo di Giovanni Donzelli dal titolo “CPR nei Paesi terzi: l’Europa segue Meloni”
- Il contratto di integrazione come alternativa alla remigration: un modello giuridico per la Francia
- Return Hubs UE 2026: perché il modello tedesco-olandese ha bisogno del contratto di integrazione italiano
- Remigrazione e ReImmigrazione: due modelli a confronto nel diritto europeo post-elezioni UE
- Albania Case: la prova che senza verifica dell’integrazione non esiste politica dei rimpatri
- Remigration: why this idea is emerging from the failure of European migration policies
- Bologna, 17 aprile 2026 – Corso di formazione giuridica sulla protezione complementare: un laboratorio per il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”
- Commento all’articolo del 2 aprile 2026 “La linea dura di Tokyo contro l’immigrazione, record di espulsioni nel 2025” pubblicato da AsiaNews
- Commento all’articolo del 10 aprile 2026 “Remigrazione, modello Svezia” pubblicato da il manifesto
- Commento all’articolo del 9 aprile 2026 “Nuovo decreto immigrazione UE, l’opposizione teme deportazioni in stile ICE” pubblicato da Atuttomondo
- Integrazione o ReImmigrazione: un paradigma per le democrazie occidentali
- The Failure of Multiculturalism Between Remigration and “Replacement Theory”: Why the UK Needs a Legal Criterion – Integration or Reimmigration
- Commento all’articolo del 12 aprile 2026 “Remigration summit, voto in Consiglio” pubblicato da Il Giorno
- Commento all’articolo del 12 aprile 2026 “L’immigrazione che cambia: nuove cittadinanze nella glaciazione della natalità genovese” pubblicato da la Repubblica (Genova)
- Commento all’articolo del 2 aprile 2026 “Le rimesse degli immigrati salgono a 8,6 miliardi: Bangladesh in testa, India seconda” pubblicato da Il Sole 24 Ore
- Commento all’articolo di Domani dal titolo “Immigrazione e integrazione: il modello Svezia sta fallendo, serve programmazione”
- Albania Case: la prueba de que sin verificación de la integración no existe una política eficaz de retornos
- Remigration in Europe: What Martin Sellner’s Theory Really Proposes — and How the “Integration or ReImmigration” Paradigm Differs
- The Albania Case: Execution, Not Deterrence
- El fracaso del multiculturalismo, entre remigración y “teoría del reemplazo”: la ausencia de un criterio jurídico y la propuesta de “Integración o Reinmigración”
- Commento all’articolo de La Voce del Patriota dal titolo “Immigrazione, Bignami (FdI): da Consulta stop a scorciatoie contro espulsion
- Albania Hubs: The Real Issue Isn’t Transfer — It’s Enforcing the Integration Contract
- Immigration Without Integration: Why Europe’s Economic Migration Model Is Failing
- Criminalité liée à l’échec de l’intégration : combien cela pourrait-il coûter à l’Italie d’ici 2030 ?
- Commento all’articolo de Secolo d’Italia dal titolo “Migranti, Piantedosi: sbarchi giù del 33% da inizio anno e rimpatri record. Il messaggio all’opposizione: basta ideologie sui CPR”
- Hubs en Albanie : le véritable enjeu n’est pas le transfert, mais l’exécution du contrat d’intégration
- Without integration, removal always comes too late: the Brescia imam case explained for a UK audience
- The Return of Remigration in the European Debate: Ideology or Migration Policy?
- Das Scheitern des Multikulturalismus zwischen Remigration und „Bevölkerungsaustausch-Theorie“: Das Fehlen eines rechtlichen Maßstabs und der Ansatz „Integration oder Reimmigration“
- Le système de santé italien et l’immigration : la projection 2030 que les Français devraient comprendre
- Commento all’articolo de La Verità dal titolo “Consulta, sui CPR decidono i medici: sentenza choc sull’immigrazione”
- Albanien-Hubs: Das eigentliche Problem ist nicht der Transfer, sondern die Durchsetzung des Integrationsvertrags
- Sin integración, la expulsión siempre llega demasiado tarde: el caso del imán de Brescia explicado para el público español
- Migración sin integración: el fracaso del modelo económico europeo
- L’échec du multiculturalisme, entre remigration et « théorie du remplacement » : l’absence d’un critère juridique et la proposition « Intégration ou Réimmigration »
- Italie 2035 : pourquoi l’absence d’intégration migratoire pourrait créer un déficit annuel de 30 milliards d’euros pour l’État social
- Commento all’articolo de Il Giornale dal titolo “La vittoria del No renderà più facile l’azione dei giudici pro migranti”
- Hubs en Albania: el verdadero problema no es el traslado, sino la ejecución del contrato de integración
- Ohne Integration kommt die Abschiebung immer zu spät: der Fall des Imams von Brescia – eine Einordnung für das deutsche Publikum
- El regreso de la remigración en el debate europeo: ¿ideología o política migratoria?
- Oltre il Decreto Flussi: proposta per un sistema basato su integrazione verificata e permanenza condizionata
- Integrazione, protezione complementare e paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”: il ruolo del radicamento alla luce della giurisprudenza del Tribunale di Bologna (ruolo generale numero 2563 del 2025, decisione del 20 marzo 2026)
- The Failure of Multiculturalism, Between Remigration and “Replacement Theory”: The Absence of a Legal Standard and the Proposal of “Integration or Reimmigration”
- Albania Hubs: The Real Issue Is Not Transfer, but the Enforcement of the Integration Contract
- Commento all’articolo di SettimanaNews dal titolo “I diritti degli immigrati”
- Sans intégration, l’éloignement intervient toujours trop tard : le cas de l’imam de Brescia expliqué pour le public français
- Migration ohne Integration: Das Scheitern des europäischen Wirtschaftsmodells
- Remigration: Why the Concept Is Dividing Europe
- Integrazione, ReImmigrazione e remigrazione: corsi formativi organizzati da Avv. Fabio Loscerbo accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- Decreto Flussi e catene migratorie: quando la programmazione pubblica viene aggirata dalle reti informali
Lascia un commento