Il caso dell’imam di Torino, destinatario di un decreto di espulsione per motivi di sicurezza nazionale, rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del dibattito attuale sul rapporto tra libertà individuali, integrazione e tutela dell’ordine costituzionale. Al di là delle semplificazioni mediatiche, la vicenda consente di riportare la discussione sul terreno che le è proprio: quello del diritto pubblico della sicurezza e del giudizio preventivo dello Stato.
Il provvedimento adottato dal Ministro dell’Interno si fonda su una valutazione di pericolosità sociale, intesa non in senso penale, ma amministrativo. Si tratta di una misura che non ha natura sanzionatoria, bensì preventiva, e che si colloca su un piano distinto rispetto all’accertamento di responsabilità penali. L’ordinamento, in questo ambito, non richiede la commissione di un reato né una condanna definitiva: ciò che rileva è la compatibilità della permanenza dello straniero con la sicurezza dello Stato e l’ordine pubblico.
Nel caso di specie, tale valutazione riguarda un soggetto che riveste un ruolo pubblico di guida religiosa, dotato di una capacità di influenza su una comunità organizzata. È proprio questa dimensione pubblica a rendere giuridicamente rilevanti comportamenti, prese di posizione e contenuti diffusi che, se riferiti a un soggetto privo di tale ruolo, potrebbero restare confinati nella sfera dell’opinione individuale. Quando però tali condotte si inseriscono in un quadro di radicalizzazione ideologica, di avversione ai valori democratici e di possibile legittimazione della violenza, esse assumono un rilievo diverso sul piano della sicurezza collettiva.
La giurisprudenza amministrativa ha già chiarito, in casi analoghi, che l’espulsione per motivi di sicurezza nazionale si fonda su un giudizio prognostico, costruito secondo il criterio del “più probabile che non”.
In una sentenza del TAR Lazio del 2025, relativa a un decreto di espulsione ministeriale adottato nei confronti di un soggetto assolto in sede penale, il giudice ha ribadito la netta separazione tra piano penale e piano amministrativo, affermando che l’assoluzione non preclude l’esercizio del potere espulsivo quando questo sia sorretto da una motivazione coerente e da un’istruttoria adeguata.





In un ulteriore precedente, sempre del TAR Lazio, è stato chiarito che radicamento familiare, attività lavorativa e lunga permanenza in Italia non costituiscono uno scudo assoluto, qualora emergano elementi idonei a fondare un giudizio di pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato.





Nel caso dell’imam di Torino, il dibattito si è ulteriormente acceso a seguito della decisione della Corte d’Appello che ha negato il trattenimento presso il CPR.
È un passaggio che va affrontato con chiarezza, perché rappresenta uno dei punti maggiormente fraintesi dell’intera vicenda.
La decisione della Corte d’Appello non incide sul merito della valutazione del Ministero dell’Interno, né equivale a una smentita del giudizio di pericolosità sociale.
Il controllo esercitato dal giudice della convalida riguarda esclusivamente la misura del trattenimento, che costituisce una compressione della libertà personale ai sensi dell’articolo 13 della Costituzione ed è, per questo, soggetta a garanzie rafforzate. La Corte è chiamata a valutare se il trattenimento sia necessario, proporzionato e attuale, ovvero se l’allontanamento possa essere perseguito con strumenti meno afflittivi.
Si tratta, dunque, di un giudizio sulle modalità esecutive dell’espulsione, non sulla sua legittimità sostanziale. L’assenza del trattenimento nel CPR non neutralizza il decreto di espulsione, non elimina il giudizio preventivo di incompatibilità della permanenza e non comporta alcuna “riabilitazione” sul piano della sicurezza nazionale. Essa dimostra, piuttosto, il funzionamento di un sistema che distingue correttamente tra tutela della sicurezza e tutela della libertà personale, senza confondere i piani.
Anche il bilanciamento con i diritti fondamentali, in particolare con il diritto al rispetto della vita privata e familiare e con la libertà religiosa, va letto in questa prospettiva.
L’articolo 8 della CEDU non configura un diritto assoluto alla permanenza. La stessa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo riconosce la legittimità dell’ingerenza statale quando essa sia prevista dalla legge e necessaria, in una società democratica, per la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico.
Quando l’integrazione si rivela meramente formale e non accompagnata da una reale adesione ai valori costituzionali, l’interesse individuale può legittimamente recedere.
Il caso dell’imam di Torino mostra, in definitiva, come il giudizio preventivo dello Stato non sia un arbitrio, ma una responsabilità.
Lo Stato non è tenuto ad attendere che una minaccia si traduca in un fatto penalmente rilevante; è chiamato, al contrario, a intervenire quando emergano segnali seri e coerenti di incompatibilità tra la presenza di un soggetto e l’ordine democratico.
È in questo senso che il paradigma Integrazione o ReImmigrazione trova una conferma concreta sul piano giuridico.
La ReImmigrazione non è una misura punitiva né una scorciatoia ideologica, ma uno strumento di difesa costituzionale, esercitato nel rispetto delle garanzie e con una distinzione chiara tra valutazione di merito e modalità esecutive. La sicurezza nazionale, in questa prospettiva, non si contrappone allo Stato di diritto, ma ne rappresenta uno dei presupposti fondamentali.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista iscritto al Registro per la Trasparenza dell’Unione Europea – ID 280782895721-36

- New York, oltre 2.100 arresti ICE: la sicurezza è il bersaglio, l’irregolarità è il criterioTra il 27 luglio e il 29 agosto 2026, l’Immigration and Customs Enforcement ha arrestato 2.197 cittadini stranieri nello Stato di New York nell’ambito dell’operazione “Rotten Apple”. Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha presentato il risultato il 1° settembre come una vasta azione contro persone irregolari con precedenti per omicidio, stupro, sequestro, traffico di… Read more: New York, oltre 2.100 arresti ICE: la sicurezza è il bersaglio, l’irregolarità è il criterio
- Malesia, il visto multiplo si restringe a 31 nazionalità: quattro finalità, ma manca ancora la listaDal 1° settembre 2026 la Malesia non rende più disponibile il Multiple Entry Visa a tutte le nazionalità. Secondo l’avviso pubblicato il 2 settembre dal Dipartimento dell’Immigrazione, il MEV è ora limitato ai cittadini di 31 Paesi e a quattro finalità: viaggi “fly & cruise”, affari, cure mediche e turismo matrimoniale. Il dato più rilevante… Read more: Malesia, il visto multiplo si restringe a 31 nazionalità: quattro finalità, ma manca ancora la lista
- Il Giappone raddoppia i fondi per gli stranieri. Ma insieme all’integrazione finanzia anche i controlliIl Giappone raddoppia i fondi per gli stranieri. Ma insieme all’integrazione finanzia anche i controlli Il Giappone si prepara a destinare risorse senza precedenti alla gestione dell’immigrazione e della crescente presenza straniera. Il Ministero della Giustizia ha inserito nella propria richiesta di bilancio per l’anno fiscale 2027 una somma complessiva di 80,7 miliardi di yen,… Read more: Il Giappone raddoppia i fondi per gli stranieri. Ma insieme all’integrazione finanzia anche i controlli
- Londra libera le carceri espellendo i detenuti stranieri: una scelta di buon senso che l’Europa ha dimenticatoNel suo primo intervento alla Camera dei Comuni da capo del Governo, il nuovo premier britannico Andy Burnham ha annunciato l’intenzione di aumentare il numero dei detenuti stranieri rimpatriati, inserendo la misura nel più ampio progetto di riforma del sistema penitenziario. La notizia è stata diffusa dal Prime Minister’s Office il 1° settembre 2026 e… Read more: Londra libera le carceri espellendo i detenuti stranieri: una scelta di buon senso che l’Europa ha dimenticato
- Nel 2030 l’Italia avrà ancora 59 milioni di abitanti. Ma chi saranno gli italiani?Nel 2030 l’Italia avrà ancora 59 milioni di abitanti. Ma chi saranno gli italiani? Le nuove proiezioni demografiche confermano un dato che, da anni, attraversa il dibattito pubblico italiano: il nostro Paese invecchia, registra poche nascite e vede progressivamente ridursi la propria popolazione in età lavorativa. Secondo le più recenti previsioni dell’ISTAT, nel 2030 l’Italia… Read more: Nel 2030 l’Italia avrà ancora 59 milioni di abitanti. Ma chi saranno gli italiani?
- Britain’s visa brake targets passports. A durable migration system should target riskBritain’s visa brake targets passports. A durable migration system should target risk The United Kingdom’s new “visa brake” marks a significant change in the way legal migration is being used to manage pressure on the asylum system. Since 26 March 2026, Student visa applications from nationals of Afghanistan, Cameroon, Myanmar and Sudan are refused, while… Read more: Britain’s visa brake targets passports. A durable migration system should target risk
- Singapore, otto lavori si aprono a nove Paesi: la carenza di manodopera non cancella i limitiDal 1° settembre 2026 Singapore consente alle imprese di assumere lavoratori con Work Permit provenienti da nove Paesi “non tradizionali” in otto ulteriori occupazioni. L’estensione riguarda assistenti di volo, babysitter e addetti alla prima infanzia, educatori, assistenti degli insegnanti, macellai e pescivendoli, addetti ai chioschi alimentari, aiuti cucina e camerieri. La misura, annunciata a marzo,… Read more: Singapore, otto lavori si aprono a nove Paesi: la carenza di manodopera non cancella i limiti
- Thailandia, il visto non serve ma il soggiorno si dimezza: dal 15 settembre il turismo torna a 30 giorniLa Thailandia ha trasformato in diritto vigente una stretta annunciata da mesi. Con quattro provvedimenti pubblicati il 31 agosto 2026 nella Gazzetta Reale, Bangkok ha abrogato il regime eccezionale che consentiva fino a 60 giorni senza visto ai cittadini di 93 Paesi e territori. Le nuove regole entreranno in vigore il 15 settembre 2026: per… Read more: Thailandia, il visto non serve ma il soggiorno si dimezza: dal 15 settembre il turismo torna a 30 giorni
- Kuwait, finisce la proroga automatica dei visti: l’emergenza proteggeva il soggiorno, ora torna la scadenzaDal 1° settembre 2026 il Kuwait ha cessato la proroga automatica di tutte le tipologie di visto di visita per le persone presenti nel Paese e ha ripristinato le ordinarie durate legali dei permessi di assenza per i residenti che si trovano all’estero. Non è un annuncio programmatico: da oggi tornano a operare le scadenze,… Read more: Kuwait, finisce la proroga automatica dei visti: l’emergenza proteggeva il soggiorno, ora torna la scadenza
- Italia-Spagna, 180.000 controlli e 31 ingressi negati: la proroga di Schengen deve provare la necessitàDal 1° al 16 settembre 2026 l’Italia continuerà a controllare i passeggeri in arrivo dalla Spagna attraverso i collegamenti aerei e marittimi. La misura, introdotta il 1° agosto dopo l’ingresso massiccio di migranti a Ceuta, è stata prorogata per altri quindici giorni; Madrid ha risposto mantenendo per lo stesso periodo i controlli sui viaggiatori provenienti… Read more: Italia-Spagna, 180.000 controlli e 31 ingressi negati: la proroga di Schengen deve provare la necessità
- Costa Rica, 10.480 persone possono uscire dal limbo dell’asilo: la regolarizzazione comincia dal radicamentoDal 1° settembre 2026 la Costa Rica riceve le domande per la nuova Categoría Especial Temporal Complementaria, una via di soggiorno destinata ai cittadini di Nicaragua, Venezuela, Cuba e Colombia rimasti per anni sospesi tra una richiesta di asilo non decisa e un diniego che non si è tradotto in un ritorno. La Direzione generale… Read more: Costa Rica, 10.480 persone possono uscire dal limbo dell’asilo: la regolarizzazione comincia dal radicamento
- Anche l’AfD apre all’immigrazione: lavoro, lingua e integrazione diventano criteri per restareUna delle indicazioni più interessanti sul futuro delle politiche migratorie europee arriva, paradossalmente, da una forza politica che ha costruito una parte considerevole della propria identità sulla critica dell’immigrazione. In Germania, Leif-Erik Holm, leader dell’AfD nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, ha aperto esplicitamente alla possibilità di un’immigrazione lavorativa straniera mirata e selettiva. Secondo quanto riportato il 31… Read more: Anche l’AfD apre all’immigrazione: lavoro, lingua e integrazione diventano criteri per restare
- Svezia, una pena oltre la multa può portare all’espulsione: la sentenza non è ancora il rimpatrioDal 1° settembre 2026 la Svezia applica una disciplina molto più severa dell’espulsione conseguente a reato. Secondo la decisione del Riksdag, diventa regola generale che una condanna a una sanzione più grave della sola pena pecuniaria possa condurre all’allontanamento dello straniero. Non si tratta di un automatismo assoluto, ma di un netto spostamento dell’equilibrio: l’espulsione… Read more: Svezia, una pena oltre la multa può portare all’espulsione: la sentenza non è ancora il rimpatrio
- Oltre le porte aperte e le espulsioni collettive: una terza via per governare l’immigrazioneIl confronto politico sull’immigrazione continua a oscillare tra due estremi. Da una parte, la pretesa che l’accoglienza possa essere separata da qualsiasi verifica successiva; dall’altra, l’idea che il problema possa essere risolto attraverso allontanamenti indiscriminati o criteri fondati sull’appartenenza. Entrambe le impostazioni rinunciano a governare davvero il fenomeno. La prima trascura i doveri connessi alla… Read more: Oltre le porte aperte e le espulsioni collettive: una terza via per governare l’immigrazione
- Stati Uniti, oltre 100 espulsi verso otto Paesi africani: il Paese terzo diventa la destinazionePiù di cento persone espulse dagli Stati Uniti in dieci giorni, tre voli dell’Immigration and Customs Enforcement e otto destinazioni africane: Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Guinea Equatoriale, Eswatini, Liberia, Ruanda e Sierra Leone. Il dato emerge da documenti governativi interni ottenuti da CBS News, nell’inchiesta aggiornata il 30 agosto 2026. Nessuno dei destinatari, provenienti tra… Read more: Stati Uniti, oltre 100 espulsi verso otto Paesi africani: il Paese terzo diventa la destinazione
- El arraigo español puede ser una tercera vía entre la regularización automática y la expulsión indiscrimina daEspaña ha convertido el arraigo en uno de los instrumentos más relevantes de su política migratoria. A 31 de marzo de 2026, 423.606 personas extranjeras tenían una autorización de residencia en vigor por esta vía, y durante 2025 se concedieron 221.802 autorizaciones. Ya no estamos, por tanto, ante una figura marginal o excepcional en sentido… Read more: El arraigo español puede ser una tercera vía entre la regularización automática y la expulsión indiscrimina da
- La radicalizzazione delle seconde generazioni dimostra perché controllare le frontiere non basta: l’Europa de ve iniziare a controllare anche l’integrazioneIl 26 agosto 2026, Analisi Difesa ha pubblicato un articolo di Giusy Calabrò, dal titolo «Migrazioni irregolari, radicalizzazione minorile e il rischio terrorismo», nel quale viene affrontato un fenomeno che, pur collocandosi naturalmente all’interno del dibattito sulla sicurezza, finisce inevitabilmente per porre una questione assai più ampia, perché la presenza di giovani radicalizzati appartenenti alle… Read more: La radicalizzazione delle seconde generazioni dimostra perché controllare le frontiere non basta: l’Europa de ve iniziare a controllare anche l’integrazione
- Serve una Polizia dell’Immigrazione: Controlli, rimpatri e garanzie nello Stato di diritto
- Naturalisation en France : l’examen civique est un début, pas une politique d’intégrationDepuis le 1er janvier 2026, la France a renforcé les conditions d’accès à la nationalité. Pour une naturalisation ou une réintégration, le demandeur doit désormais justifier d’un niveau B2 de français, à l’écrit comme à l’oral, et réussir un examen civique de quarante questions, portant notamment sur les principes de la République, les institutions, les… Read more: Naturalisation en France : l’examen civique est un début, pas une politique d’intégration
- Frontiere aperte, rimpatri inefficaci: la contraddizione della politica migratoria europea
- Complementary Protection after Decree-Law No. 20 of 2023: Constitutional and International Obligations as an Autonomous Legal Basis for ProtectionA Comment on the Decision of the Florence Territorial Commission for International Protection – Livorno Section, 10 July 2026 Fabio Loscerbo Abstract The decision adopted on 10 July 2026 by the Florence Territorial Commission for International Protection – Livorno Section makes a significant contribution to the interpretation of complementary protection following the amendments introduced by… Read more: Complementary Protection after Decree-Law No. 20 of 2023: Constitutional and International Obligations as an Autonomous Legal Basis for Protection
- Il caso Venezia dimostra perché l’Italia dovrebbe inserire il dovere di integrazione nella CostituzioneIl dibattito apertosi a Venezia intorno alla realizzazione di una moschea e alle dichiarazioni attribuite a Miah Rhitu rischia di essere rapidamente consumato secondo le consuete dinamiche della polemica politica: da una parte chi leggerà quelle parole come la dimostrazione dell’incompatibilità tra Islam e società occidentale, dall’altra chi considererà qualsiasi critica come un tentativo di… Read more: Il caso Venezia dimostra perché l’Italia dovrebbe inserire il dovere di integrazione nella Costituzione
Rispondi