




C’è un punto che il dibattito pubblico sull’immigrazione continua ostinatamente a eludere: l’integrazione non è un fatto automatico né irreversibile. È un processo, e come tutti i processi giuridicamente rilevanti presuppone condizioni, comportamenti coerenti e, soprattutto, la condivisione minima dei valori fondamentali dell’ordinamento che accoglie. Quando questo presupposto viene meno, lo Stato non solo può intervenire, ma deve farlo.
La sentenza del TAR Lazio, pronunciata in camera di consiglio il 13 maggio 2025, offre un esempio emblematico di come l’ordinamento italiano, se letto senza ipocrisie, disponga già degli strumenti per affermare un principio semplice quanto politicamente scomodo: la permanenza sul territorio non è un diritto incondizionato, soprattutto quando entra in conflitto con la sicurezza collettiva.
Il caso riguarda un cittadino straniero già assolto in sede penale dalle imputazioni di cui agli artt. 270-quater e 110 c.p., ma destinatario di un decreto di espulsione ministeriale per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato, corredato da un divieto di reingresso della durata di quindici anni. Il ricorrente ha tentato di fondare la propria difesa sull’asserita carenza di motivazione del provvedimento e sull’assenza di una condanna penale definitiva. È proprio qui che la sentenza compie un passaggio giuridico decisivo.
Il TAR ribadisce con chiarezza un principio che dovrebbe essere ovvio, ma che spesso viene deliberatamente confuso: il piano penale e quello amministrativo operano su logiche diverse. L’espulsione disposta ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 286/1998 e dell’art. 3 del d.l. 144/2005 non ha natura sanzionatoria, bensì preventiva. Non mira a punire un fatto già accertato oltre ogni ragionevole dubbio, ma a prevenire un rischio qualificato per la sicurezza dello Stato. Di conseguenza, lo standard probatorio non è quello penalistico, bensì quello della preponderanza dell’evidenza, il “più probabile che non”.
In questa cornice, il Collegio valorizza il giudizio prognostico di pericolosità sociale fondato su un complesso di elementi istruttori: il processo di radicalizzazione in chiave islamista, l’avversione dichiarata verso la cultura occidentale, i contatti con ambienti salafiti e soggetti già espulsi per motivi di sicurezza nazionale, la diffusione di materiale di propaganda jihadista e il ruolo attivo di collegamento con ambienti funzionali all’arruolamento. Elementi che, pur non sfociando in una responsabilità penale, sono ritenuti idonei a fondare un giudizio di pericolo attuale e concreto.
La sentenza è altrettanto netta nel delimitare il sindacato del giudice amministrativo: quando il legislatore affida al Ministro dell’Interno un potere connotato da alta discrezionalità, soprattutto in materia di sicurezza nazionale, il controllo giurisdizionale non può trasformarsi in una sostituzione del giudizio politico-amministrativo. Il limite è quello dell’illogicità manifesta, del travisamento dei fatti o della carenza assoluta di istruttoria. Limiti che, nel caso di specie, il TAR esclude puntualmente.
È qui che il collegamento con il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” emerge in modo quasi naturale. Questa decisione dimostra che l’ordinamento non è affatto disarmato di fronte a situazioni di radicalizzazione ideologica incompatibili con la convivenza civile. Dimostra anche che l’integrazione non può essere ridotta a una presenza formale sul territorio o alla mera assenza di condanne penali. L’integrazione è adesione sostanziale a un sistema di regole, valori e responsabilità. Quando questa adesione viene negata in modo strutturale, la ReImmigrazione non è una scorciatoia autoritaria, ma una risposta coerente dello Stato di diritto.
La sentenza del TAR Lazio, in definitiva, smonta due luoghi comuni duri a morire: che senza una condanna penale non si possa intervenire e che la sicurezza sia incompatibile con le garanzie. Al contrario, afferma che proprio la tutela avanzata della sicurezza collettiva giustifica l’anticipazione della soglia di intervento, purché fondata su un’istruttoria seria e su una motivazione logicamente strutturata.
È una pronuncia che va letta per quello che è: non un’eccezione emergenziale, ma la conferma che il principio “integrazione o ReImmigrazione” non è uno slogan, bensì una chiave di lettura già inscritta nel nostro sistema giuridico. Sta alla politica e all’amministrazione decidere se applicarla con coerenza o continuare a fingere che l’integrazione sia sempre e comunque irreversibile.
Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista iscritto al Registro per la Trasparenza dell’Unione Europea – ID 280782895721-36

- DDL Sicurezza 1869, protezione complementare e integrazione: il nuovo paradigma italiano
- Se le seconde generazioni aggrediscono gli insegnantiL’episodio avvenuto a Parma, dove alcuni giovani hanno aggredito degli insegnanti nei pressi dell’ITIS “Leonardo da Vinci”, rappresenta molto più di un semplice fatto di cronaca. È un episodio che riapre una domanda sempre più difficile da ignorare: cosa accade quando l’integrazione rimane soltanto formale e non riesce a trasformarsi in reale appartenenza alla comunità… Leggi tutto: Se le seconde generazioni aggrediscono gli insegnanti
- Milton Friedman aveva previsto il dilemma dell’EuropaLa celebre affermazione di Milton Friedman continua ancora oggi a suscitare un dibattito enorme: “You cannot simultaneously have a welfare state and free immigration.” Per molto tempo questa frase è stata liquidata come una provocazione ideologica. Oggi, invece, appare sempre più come una delle questioni centrali dell’Europa contemporanea. Friedman non era contrario all’immigrazione in quanto… Leggi tutto: Milton Friedman aveva previsto il dilemma dell’Europa
- El nuevo modelo italiano de inmigración: integración, protección complementaria y derecho de permanencia
- Protezione complementare e integrazione: perché “Integrazione o ReImmigrazione” non è remigrazione
- La crisi demografica cambierà l’anima dell’Europa?”Per molto tempo l’Europa ha affrontato la crisi demografica quasi esclusivamente come una questione economica. Meno nascite significavano meno lavoratori, meno contribuenti, più difficoltà nel sostenere pensioni e welfare. Ma oggi sta emergendo con sempre maggiore evidenza che il problema è molto più profondo. La demografia non riguarda soltanto i numeri. Riguarda l’identità stessa delle… Leggi tutto: La crisi demografica cambierà l’anima dell’Europa?”
- Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026: la protezione complementare come strumento di valutazione dell’integrazioneL’ordinanza numero 13955 del 13 maggio 2026 della Corte Suprema di Cassazione costituisce una decisione di particolare interesse nel panorama del diritto dell’immigrazione contemporaneo, poiché affronta direttamente il rapporto tra protezione complementare, integrazione dello straniero e limiti all’esecuzione dei provvedimenti di espulsione. La vicenda trae origine dal procedimento relativo alla convalida dell’accompagnamento immediato alla frontiera… Leggi tutto: Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026: la protezione complementare come strumento di valutazione dell’integrazione
- I dati ISTAT mostrano una trasformazione strutturale dell’ItaliaI dati ufficiali pubblicati da ISTAT nella sezione “Popolazione e società” del portale “Noi Italia” mostrano con estrema chiarezza che l’Italia sta attraversando una trasformazione demografica strutturale destinata a incidere profondamente sul futuro sociale, culturale ed economico del Paese. Fonte ISTAT: “Noi Italia – Popolazione e società”Link esteso: https://noi-italia.istat.it/pagina.php?L=0&categoria=4&dove=ITA Secondo i dati più recenti, la… Leggi tutto: I dati ISTAT mostrano una trasformazione strutturale dell’Italia
- Quando il fallimento dell’integrazione alimenta la polarizzazione digitaleL’articolo “L’algoritmo della farfalla”, pubblicato da Melting Pot Europa il 26 maggio 2026, ha sostenuto che la crescente polarizzazione del dibattito sull’immigrazione sarebbe alimentata soprattutto dagli algoritmi delle piattaforme digitali, capaci di amplificare contenuti emotivi, conflittuali e identitari. Articolo citato: “L’algoritmo della farfalla” — Melting Pot EuropaLink esteso: https://www.meltingpot.org/2026/05/lalgoritmo-della-farfalla/ Secondo questa impostazione, i social network… Leggi tutto: Quando il fallimento dell’integrazione alimenta la polarizzazione digitale
- Piantedosi annuncia nuovi CPR: il tema dei rimpatri torna centraleIl Governo ha annunciato la realizzazione di nuovi CPR sul territorio nazionale, tra cui una struttura anche in Calabria. La notizia, confermata dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante il question time alla Camera, rappresenta un passaggio politico rilevante perché segna il ritorno del tema dei rimpatri al centro del dibattito pubblico italiano. Per anni il… Leggi tutto: Piantedosi annuncia nuovi CPR: il tema dei rimpatri torna centrale
- Le nouveau modèle italien d’immigration : intégration, protection complémentaire et droit au séjour
- L’Europa ha ancora il coraggio di difendere la propria identità?Per decenni l’Europa ha costruito gran parte del proprio dibattito politico attorno all’economia, ai mercati, ai diritti individuali e alla globalizzazione. Molto meno si è discusso di un altro tema fondamentale: la sopravvivenza culturale della civiltà europea. Eppure nessuna civiltà sopravvive soltanto attraverso il PIL, le istituzioni o la moneta. Una civiltà vive perché riesce… Leggi tutto: L’Europa ha ancora il coraggio di difendere la propria identità?
- Marco Rubio e il ritorno dell’immigrazione governataLe recenti dichiarazioni del Segretario di Stato americano Marco Rubio meritano attenzione ben oltre il semplice dibattito politico statunitense. Quando Rubio afferma che gli Stati Uniti stanno “modernizzando il proprio sistema di immigrazione per il XXI secolo” affinché sia “positivo sia per l’America che per le persone che arrivano”, emerge chiaramente un cambio di approccio… Leggi tutto: Marco Rubio e il ritorno dell’immigrazione governata
- Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026: la protezione complementare al centro del nuovo equilibrio tra integrazione e rimpatrioL’ordinanza numero 13955 del 13 maggio 2026 della Corte Suprema di Cassazione si inserisce tra le decisioni più rilevanti degli ultimi anni in materia di diritto dell’immigrazione, poiché affronta direttamente il rapporto tra protezione complementare, integrazione dello straniero e limiti all’esecuzione dei provvedimenti di espulsione. La vicenda trae origine dal procedimento relativo alla convalida dell’accompagnamento… Leggi tutto: Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026: la protezione complementare al centro del nuovo equilibrio tra integrazione e rimpatrio
- La Francia verso la sospensione dell’immigrazione legale?Gérald Darmanin è una delle figure politiche più influenti della Francia contemporanea. Esponente centrale dell’area macroniana, già Ministro dell’Interno e oggi Guardasigilli del governo francese, Darmanin è stato per anni uno dei principali responsabili delle politiche di sicurezza, immigrazione e ordine pubblico della Francia. Le sue recenti dichiarazioni rappresentano probabilmente uno dei segnali politici più… Leggi tutto: La Francia verso la sospensione dell’immigrazione legale?
- Il dibattito a PiazzaPulita riapre la questione delle seconde generazioniNel corso della puntata di PiazzaPulita andata in onda su LA7 il 22 maggio 2026, il confronto tra Francesco Borgonovo, Randa Ghazy e Alessandro Zan ha riportato al centro del dibattito pubblico italiano il tema delle seconde generazioni e del modello di integrazione adottato negli ultimi decenni. Lo scontro, sviluppatosi attorno ai fatti di Modena… Leggi tutto: Il dibattito a PiazzaPulita riapre la questione delle seconde generazioni
- Se l’IA sostituisce il lavoro umano, ha ancora senso l’immigrazione di massa?Chris Olah è considerato una delle figure più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale contemporanea. Ricercatore ed esperto di machine learning, è noto a livello internazionale per i suoi studi sull’interpretabilità delle reti neurali e sui meccanismi interni dei modelli di IA avanzata. Dopo aver lavorato in Google, ha contribuito alla fondazione di Anthropic, una delle… Leggi tutto: Se l’IA sostituisce il lavoro umano, ha ancora senso l’immigrazione di massa?
- Italy’s New Immigration Model: Integration, Complementary Protection and the Right to Stay
- Complementary Protection and Integration: Why “Integration or ReImmigration” Is Different from “Remigration”Welcome to a new episode of the podcast “Integration or ReImmigration”.My name is Attorney Fabio Loscerbo. Across Europe, the immigration debate is becoming increasingly polarised. On one side, there is unlimited multiculturalism — the idea that immigration and cultural diversity can continue without any real obligation to integrate into the host society. On the other… Leggi tutto: Complementary Protection and Integration: Why “Integration or ReImmigration” Is Different from “Remigration”
- Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026: la protezione complementare come elemento centrale del paradigma dell’integrazioneL’ordinanza numero 13955 del 13 maggio 2026 della Corte Suprema di Cassazione rappresenta una delle decisioni più significative degli ultimi anni nel rapporto tra diritto dell’immigrazione, tutela dei diritti fondamentali e valutazione dell’integrazione dello straniero sul territorio nazionale. La pronuncia interviene nell’ambito di un procedimento relativo alla convalida dell’accompagnamento immediato alla frontiera disposto nei confronti… Leggi tutto: Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026: la protezione complementare come elemento centrale del paradigma dell’integrazione
- Italy’s New Immigration Model: Integration, Complementary Protection and the Right to Stay
- Quanto costa non governare l’immigrazione irregolare?Per anni l’Europa ha affrontato il tema immigrazione quasi esclusivamente sul piano umanitario, evitando però di discutere seriamente il problema della governabilità dei flussi migratori. Eppure è proprio qui che si concentra oggi una delle principali crisi politiche europee. Uno Stato può certamente scegliere di accogliere. Ma non può rinunciare a governare. Quando migliaia di… Leggi tutto: Quanto costa non governare l’immigrazione irregolare?
- Complementary Protection and Integration: Why “Integration or ReImmigration” Is Not “Remigration”Welcome to a new episode of the podcast “Integration or ReImmigration”.My name is Attorney Fabio Loscerbo. Across Europe, the immigration debate is becoming more polarized every year. On one side, there is the idea of unlimited multiculturalism — the belief that immigration should continue without any real obligation of integration into the host society. On… Leggi tutto: Complementary Protection and Integration: Why “Integration or ReImmigration” Is Not “Remigration”
Lascia un commento