Giannini accusa la destra di sfruttare Ceuta, ma evita la domanda decisiva: chi non si integra deve rimanere?

Il 31 luglio 2026, durante la trasmissione “In Onda” su La7, Massimo Giannini ha commentato la reazione della politica italiana agli arrivi di migranti a Ceuta. Secondo il giornalista, le destre sovraniste «non aspettavano altro» per riportare l’immigrazione al centro del dibattito e utilizzarla come strumento di consenso, mentre l’Europa dovrebbe governare il fenomeno senza alimentare paura e allarmismo.

Il rischio di una strumentalizzazione politica esiste. Ma liquidare la reazione davanti alle immagini di Ceuta come semplice allarmismo significa evitare la questione sostanziale.

Una frontiera europea è stata attraversata collettivamente da persone entrate al di fuori delle procedure previste. La domanda, quindi, non è soltanto chi tragga vantaggio politico da quelle immagini. La domanda è: quale sistema deve applicare l’Europa dopo l’ingresso?

Il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” offre una risposta chiara. Il soggiorno e la stabilizzazione non sono diritti acquisiti, ma risultati subordinati a condizioni verificabili. L’integrazione deve essere valutata sulla base di tre indicatori individuali: lavoro, lingua e rispetto delle regole.

Non basta entrare nel territorio europeo per acquisire un diritto incondizionato alla permanenza. Chi viene ammesso deve partecipare a un percorso di integrazione concreto, sostenuto e verificato dallo Stato.

Chi si integra rimane. Chi rifiuta o fallisce l’integrazione entra nel percorso di ReImmigrazione.

La ReImmigrazione non è un’espulsione punitiva né una risposta emergenziale. È l’esito fisiologico e giuridicamente ordinario del mancato rispetto delle condizioni di soggiorno.

Giannini critica la politica della paura, ma non affronta la domanda decisiva: chi non si integra deve continuare a rimanere soltanto perché è riuscito a entrare?

Evitare questa domanda non riduce l’allarmismo. Lascia semplicemente il problema senza risposta.

Avv. Fabio Loscerbo
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

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