Commento all’articolo de Il Tempo dal titolo “Basta depressione: l’agenda per vincere nel 2027”

Leggendo l’articolo https://www.iltempo.it/opinioni-e-commenti/2026/03/28/news/daniele-capezzone-editoriale-oggi-basta-depressione-agenda-per-vincere-2027-47025100/ emerge un’impostazione dichiaratamente politica, orientata alla costruzione di una linea programmatica in materia di immigrazione.

È un testo che si muove sul piano dell’indirizzo e della strategia, ma proprio per questo evidenzia un limite ricorrente: l’assenza di una traduzione giuridica delle proposte.

Si parla di controllo, di rimpatri, di rafforzamento delle politiche migratorie, ma manca il passaggio decisivo: la definizione del criterio giuridico della permanenza.

Il diritto dell’immigrazione non può essere costruito solo su obiettivi politici. Deve individuare parametri normativi chiari, verificabili e applicabili. Senza questo passaggio, anche le agende più articolate restano sul piano della dichiarazione.

E, ancora una volta, manca completamente ogni riferimento all’integrazione.

Questo è il punto.

Non basta indicare la direzione delle politiche migratorie. Occorre stabilire, in termini giuridici, quando e perché uno straniero può restare nel territorio dello Stato. Senza un criterio fondato sull’integrazione – lavoro, lingua, rispetto delle regole – il sistema resta inevitabilmente incompleto.

Il rischio è quello di costruire un’agenda centrata sugli strumenti – rimpatri, controlli, gestione dei flussi – senza definire il presupposto sostanziale che li giustifica.

In questo modo, il dibattito resta confinato sul piano politico, mentre il diritto continua a operare in assenza di un quadro normativo coerente.

Il punto, invece, è proprio questo: trasformare le indicazioni politiche in criteri giuridici. Solo così è possibile costruire un sistema stabile, prevedibile e compatibile con lo Stato di diritto.

In questa prospettiva, il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” si colloca come proposta di sintesi: non una posizione politica, ma un criterio giuridico che consente di collegare la permanenza allo stato di integrazione della persona.

Senza questo passaggio, anche le agende più ambiziose rischiano di restare prive di effettiva applicabilità. Perché, nel diritto, non basta indicare un obiettivo: occorre definire le condizioni per realizzarlo.

Pas de “remigration” : le règlement européen sur les retours adopté le 26 mars 2026 renforce l’exécution des éloignements des étrangers en situation irrégulière, et rien de plus

Le 26 mars 2026, le Parlement européen a adopté un nouveau règlement relatif au retour des ressortissants de pays tiers en séjour irrégulier au sein de l’Union européenne. Dans le débat public, cette adoption a été rapidement présentée, dans certains milieux, comme le point de départ d’une politique de « remigration ». Une telle lecture…

Commento all’articolo del 29 marzo 2026 “Rimpatrio immigrati irregolari, return hub” pubblicato da Il Resto del Carlino

L’articolo pubblicato su Il Resto del Carlino (https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/rimpatrio-immigrati-irregolari-return-hub-e2cb15a9) analizza l’introduzione dei cosiddetti “return hub” come strumenti finalizzati a rendere più efficiente il sistema dei rimpatri degli stranieri irregolari. La chiave di lettura proposta è chiaramente orientata alla dimensione operativa ed esecutiva: si tratta, in sostanza, di rafforzare la capacità dello Stato di dare concreta attuazione…

Commento all’articolo del il Manifesto dal titolo “Il Parlamento Ue avvia l’era delle deportazioni”: perchè questa lettura è giuridicamente sbagliata

Commento all’articolo de il manifesto dal titolo “Il Parlamento Ue avvia l’era delle deportazioni” Leggendo l’articolo https://ilmanifesto.it/il-parlamento-ue-avvia-lera-delle-deportazioni ho la netta impressione che si stia utilizzando una categoria sbagliata per descrivere un fenomeno reale. Parlare di “deportazioni” non è solo una scelta lessicale forte: è una qualificazione giuridicamente scorretta. Quello che il Parlamento Europeo ha approvato,…

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