Il 24 agosto il Financial Times ha rivelato che, negli ultimi giorni del suo governo, Keir Starmer aveva valutato un piano per consentire ogni anno l’ingresso nel Regno Unito di fino a 100.000 giovani cittadini dell’Unione europea attraverso un regime reciproco di mobilità. Sul tavolo figurava anche l’accesso degli studenti europei alle tariffe universitarie riservate ai residenti britannici. La proposta non è stata adottata, ma continua a pesare sulla strategia del nuovo governo di Andy Burnham nei negoziati con Bruxelles.
Il dato politicamente più rilevante non è soltanto il numero degli ingressi ipotizzati. Quelle concessioni migratorie e universitarie erano state considerate in cambio di vantaggi economici: l’inclusione britannica nell’iniziativa europea “Made in Europe” e la rimozione di tariffe sull’acciaio capaci di colpire l’industria del Regno Unito. L’immigrazione diventava così una valuta negoziale dentro una trattativa commerciale, insieme all’accesso ai mercati e alla protezione delle filiere produttive.
È qui che la vicenda post-Brexit mostra la sua contraddizione. Londra ha lasciato l’Unione europea anche per recuperare il controllo della mobilità delle persone; pochi anni dopo, la necessità di proteggere automobili, acciaio e rapporti industriali riporta la mobilità sul tavolo. Non si tratterebbe del ripristino automatico della libera circolazione, ma di un accordo disciplinato, reciproco e quantitativamente delimitato. Tuttavia, la scelta su chi entra e a quali condizioni rischia di essere determinata dal prezzo di un’intesa economica, più che da una politica migratoria autonoma e dichiarata.
Il governo Burnham deve ora decidere quanto della precedente impostazione conservare. Bruxelles chiede impegni concreti anche sulle tasse universitarie, mentre a Londra resta forte la pressione politica per contenere la migrazione netta. Il punto non può essere risolto limitandosi a discutere se il tetto debba essere di 50.000 o 100.000 persone. Occorre stabilire durata dei soggiorni, requisiti, reciprocità effettiva, accesso ai servizi, rapporto con il mercato del lavoro e conseguenze statistiche sulla migrazione netta.
Una mobilità giovanile ben costruita può produrre formazione, scambio culturale e competenze utili. Ma proprio perché riguarda persone e non quote commerciali, deve essere governata con criteri trasparenti e risultati verificabili. Il lavoro o lo studio costituiscono un punto di ingresso; non esauriscono da soli il problema della presenza, dell’autonomia e dell’integrazione. Anche un programma temporaneo richiede regole chiare, responsabilità individuali e capacità amministrativa di conoscere ciò che accade dopo il rilascio del visto.
Il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” indica precisamente la necessità di non ridurre l’immigrazione né a emergenza di frontiera né a semplice fabbisogno economico. La mobilità può essere utile e legittima quando è selezionata, reciproca e accompagnata da condizioni comprensibili; diventa invece politicamente fragile quando viene presentata come concessione laterale per ottenere un vantaggio industriale. Una politica migratoria credibile deve dichiarare i propri obiettivi e assumersi la responsabilità dei suoi effetti sociali, non nasconderli dentro un negoziato commerciale.
Il Regno Unito si trova quindi davanti a una prova che va oltre il rapporto con Bruxelles. Se il governo ritiene utile accogliere giovani europei, deve spiegarne pubblicamente ragioni, limiti e condizioni. Se considera quella mobilità incompatibile con gli obiettivi di riduzione degli ingressi, non può usarla come contropartita silenziosa. La sovranità migratoria non consiste semplicemente nel poter negoziare un numero: consiste nel governare l’intero percorso, dall’ingresso agli esiti concreti della permanenza.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

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