Manica, meno attraversamenti grazie alla cooperazione con la Francia: perché serve una Polizia dell’Immigrazione

Il Governo britannico rivendica una significativa riduzione degli attraversamenti della Manica e attribuisce il risultato soprattutto al rafforzamento della cooperazione operativa con la Francia. Al di là della percentuale registrata nel singolo periodo, il dato interessante è il metodo utilizzato: più personale specializzato, intelligence, tecnologia, coordinamento tra le autorità dei due Paesi e intervento sulle organizzazioni che gestiscono le partenze.

È una questione che riguarda direttamente anche l’Italia. Il controllo dell’immigrazione irregolare viene spesso affrontato come problema normativo: nuove fattispecie, nuove procedure, nuovi termini, nuove competenze. Ma una legge, per quanto severa, rimane incompleta se manca un apparato amministrativo e operativo specializzato capace di applicarla.

L’esperienza della Manica incrocia per questo il nono pilastro del paradigma Integrazione o ReImmigrazione: “La Polizia dell’Immigrazione come corpo specializzato”.

Il principio è semplice. Gestire una pratica di soggiorno, contrastare un’organizzazione dedita al traffico di migranti, identificare uno straniero, ricostruirne i movimenti, cooperare con le autorità di un altro Stato ed eseguire un rimpatrio sono attività profondamente diverse. Continuare a ricondurle all’interno di un sistema frammentato significa disperdere competenze e responsabilità.

Il nono pilastro propone quindi una separazione funzionale tra chi gestisce i permessi e chi deve occuparsi del controllo dell’immigrazione e dell’esecuzione dei rimpatri, attraverso un apparato dedicato e professionalmente specializzato. Non si tratta semplicemente di aumentare il numero degli agenti, ma di costruire competenze specifiche, banche dati, intelligence e cooperazione internazionale attorno a una funzione precisa.

Quanto sta accadendo tra Francia e Regno Unito offre un’indicazione interessante proprio in questa direzione. Londra e Parigi stanno cercando di trasformare il controllo della Manica da successione di interventi emergenziali a cooperazione operativa permanente.

L’Italia, per la propria posizione geografica, avrebbe ancora più bisogno di ragionare in questi termini. Una politica migratoria può essere credibile soltanto se lo Stato dispone anche dell’apparato necessario per eseguirla.

È questa la ragione per cui la Polizia dell’Immigrazione costituisce il nono pilastro di Integrazione o ReImmigrazione: senza una struttura specializzata, anche le migliori decisioni sulla permanenza e sul rimpatrio rischiano di rimanere sulla carta.

Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

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