La Danimarca prepara una nuova stretta sul regime speciale introdotto dopo l’aggressione russa all’Ucraina. Il 22 agosto il governo ha annunciato l’intenzione di escludere dall’accesso automatico al permesso previsto dalla legge speciale i cittadini provenienti da 14 regioni ucraine considerate meno direttamente colpite dalle operazioni di guerra. Secondo il ministro dell’Immigrazione e dell’Integrazione Morten Bødskov, la scelta risponde anche alla pressione crescente sui Comuni, chiamati a trovare alloggi e a gestire l’inserimento di una popolazione che oggi conta circa 47.600 sfollati ucraini presenti nel Paese.
La misura non arriva isolata. Copenaghen sta già discutendo una modifica della stessa legge per limitare l’accesso al regime speciale degli uomini soggetti alle regole ucraine sulla mobilitazione, mentre il governo intende estendere agli sfollati che ricevono assistenza economica anche l’obbligo di lavoro previsto per altre categorie di beneficiari. Il messaggio politico è chiaro: la protezione temporanea non viene più trattata come una condizione amministrativa indistinta, ma come un istituto che deve tenere conto dell’evoluzione del conflitto, della capacità di accoglienza dei territori e del percorso di autonomia delle persone accolte.
È un passaggio significativo perché sposta il baricentro dalla sola apertura iniziale alla sostenibilità nel tempo. La solidarietà verso chi fugge da una guerra resta un dovere politico e giuridico, ma uno Stato deve anche sapere quanti beneficiari può effettivamente integrare, dove collocarli e quali strumenti utilizzare per evitare che l’accoglienza si trasformi in una permanenza passiva e indefinita. Il problema non è chiudere indiscriminatamente, ma distinguere situazioni diverse e collegare la protezione a criteri aggiornati, verificabili e amministrativamente gestibili.
La vicenda danese interessa direttamente anche l’Europa. La Danimarca, per il proprio opt-out in materia di giustizia e affari interni, utilizza un regime nazionale speciale e non è vincolata nello stesso modo degli altri Stati membri dal sistema europeo di protezione temporanea. Proprio per questo la scelta di Copenaghen evidenzia un problema che l’Unione dovrà affrontare: come uscire progressivamente dalla logica emergenziale del 2022 senza lasciare ventisette politiche divergenti su durata della protezione, accesso al welfare, inserimento lavorativo e prospettive di ritorno. Un quadro europeo maturo deve sostenere l’Ucraina e proteggere chi è realmente esposto, ma deve anche preparare per tempo regole comuni sulla transizione dalla protezione temporanea alla stabilizzazione o al rientro.
Il caso si collega direttamente al paradigma “Integrazione o ReImmigrazione”. L’integrazione non può essere misurata soltanto dal possesso di un titolo temporaneo: deve tradursi, per quanto concretamente possibile, in lavoro, autonomia, partecipazione e responsabilità. Allo stesso tempo, il ritorno non può essere trattato come una decisione improvvisata quando l’emergenza finisce. Deve essere preparato come parte ordinaria della politica migratoria, distinguendo chi ha costruito nel frattempo un percorso stabile da chi non possiede più i presupposti per mantenere uno status eccezionale.
La lezione danese è quindi più ampia della singola modifica normativa. Governare l’immigrazione e la protezione significa rivedere periodicamente le condizioni che avevano giustificato una misura, verificare la capacità reale di integrazione dei territori e predisporre fin dall’inizio una strategia di uscita. L’Europa ha saputo aprire rapidamente una protezione straordinaria nel 2022; la prova del 2026 è dimostrare di saperla amministrare, differenziare e, quando le condizioni lo consentono, accompagnare verso una conclusione ordinata.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

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