Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Integrazione o ReImmigrazione, io sono l’avvocato Fabio Loscerbo.
Oggi affrontiamo un tema che sta attraversando il dibattito europeo: la cosiddetta sanatoria spagnola promossa dal governo Sánchez.
La domanda è semplice: siamo davanti a un modello oppure a una resa?
Io credo che il problema non sia regolarizzare, in sé. Il problema è come si regolarizza.
Quando una regolarizzazione di massa prescinde da un criterio giuridico selettivo fondato sull’integrazione, il rischio è trasformare il diritto di soggiorno in una risposta amministrativa generalizzata, sganciata da qualsiasi verifica sul percorso individuale.
Ed è qui che si apre la differenza tra due modelli.
Da una parte la logica della sanatoria: si regolarizza perché il sistema non ha governato i flussi.
Dall’altra una logica diversa: il soggiorno si consolida perché vi è integrazione verificabile — lavoro, lingua, rispetto delle regole, radicamento.
Non è la stessa cosa.
Perché nel primo caso la regolarizzazione tende a diventare meccanismo eccezionale che si ripete; nel secondo diventa esito di un criterio.
Ed è qui che il paradigma Integrazione o ReImmigrazione offre, a mio avviso, una chiave alternativa.
Non sanatorie indiscriminate, ma integrazione come titolo di permanenza.
Chi si integra resta. Chi non si integra deve rientrare in politiche di ritorno.
Questo non è un irrigidimento. È, al contrario, il tentativo di sottrarre il governo dell’immigrazione alla logica periodica delle sanatorie.
Per questo il caso spagnolo è un caso-studio decisivo: ci obbliga a scegliere se l’immigrazione si governa con eccezioni o con criteri.
E io credo che il futuro stia nei criteri.
Grazie per avermi ascoltato e ci sentiamo nel prossimo episodio di Integrazione o ReImmigrazione.

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