Salvini chiude ai trasferimenti dalla Germania: il Patto UE entra nella prova della reciprocità

Nella serata del 22 agosto Matteo Salvini ha dichiarato che l’Italia, nonostante l’entrata in applicazione delle nuove regole europee, non intende per il momento riprendere dalla Germania i migranti che hanno fatto ingresso nell’Unione attraverso il territorio italiano e si sono poi spostati verso nord. Il vicepresidente del Consiglio ha collegato questa posizione all’attività delle organizzazioni non governative tedesche impegnate nel Mediterraneo, sostenendo che Berlino non possa chiedere trasferimenti verso l’Italia mentre navi riconducibili a ONG tedesche continuano a sbarcare persone sulle coste italiane.

La dichiarazione rappresenta un nuovo sviluppo del confronto tra Roma e Berlino. Il problema non riguarda soltanto i rapporti bilaterali, perché interviene nel momento in cui il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo è appena entrato nella sua fase applicativa. Le nuove norme hanno rafforzato il sistema di determinazione dello Stato competente per l’esame della domanda e puntano, tra l’altro, a rendere più rapidi i trasferimenti conseguenti ai movimenti secondari. La Commissione europea, nella prima valutazione del 16 luglio, aveva già osservato che l’Italia aveva compiuto sforzi significativi di preparazione, ma che erano ancora necessari passi concreti affinché i trasferimenti avvenissero effettivamente.

Il punto giuridicamente più delicato è che il sistema europeo della responsabilità non funziona sulla base di compensazioni politiche tra condotte diverse. L’attività delle ONG nel Mediterraneo e l’individuazione dello Stato competente per una domanda di protezione appartengono a piani normativi distinti. Già nel dicembre 2024 la Corte di giustizia aveva affermato, nel precedente sistema di Dublino, che uno Stato individuato come competente non può liberarsi unilateralmente dalla propria responsabilità. Il nuovo Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione nasce precisamente per rendere più stabile e prevedibile questo meccanismo.

Ciò non significa ignorare il problema politico sollevato dall’Italia. Se uno Stato di frontiera ritiene di sostenere una quota sproporzionata degli ingressi e, contemporaneamente, altri Stati chiedono il rientro delle persone che si sono spostate irregolarmente all’interno dell’Unione, la tensione tra solidarietà e responsabilità diventa inevitabile. Il Patto è stato costruito proprio per tenere insieme questi due elementi. Se uno dei due viene percepito come assente, il rischio è che gli Stati tornino a utilizzare sospensioni, rifiuti e accordi bilaterali come strumenti di pressione.

Il caso italiano-tedesco mostra quindi un limite strutturale della politica migratoria europea: norme comuni possono funzionare soltanto se esiste una capacità comune di farle applicare. Da questo punto di vista il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” insiste sulla necessità di una Polizia dell’Immigrazione dedicata e coordinata a livello europeo, capace di seguire identificazione, movimenti secondari, trasferimenti e rimpatri secondo criteri uniformi. Senza una struttura operativa stabile, il sistema rischia di dipendere continuamente dalla disponibilità politica dei singoli governi.

Il confronto annunciato tra i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e Alexander Dobrindt sarà quindi più importante della polemica del momento. La questione da risolvere è se il nuovo Patto possa trasformare la responsabilità migratoria da terreno di conflitto permanente tra Stati a meccanismo realmente reciproco. Una politica europea dell’immigrazione credibile richiede regole applicabili, responsabilità verificabili e strumenti comuni di esecuzione: altrimenti anche la riforma più ambiziosa continuerà a fermarsi alle frontiere nazionali.

Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

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