Nei primi sette mesi del 2026 la Baviera ha registrato circa 5.800 nuovi richiedenti asilo, il 35 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 69 per cento in meno rispetto al 2024. Nello stesso arco temporale il Ministero dell’Interno del Land ha contato 10.261 cessazioni della permanenza, attraverso partenze volontarie o rimpatri forzati. Il dato consente al ministro Joachim Herrmann di sostenere che le uscite abbiano ormai superato i nuovi arrivi.
Il risultato è concreto, ma la formula politica va letta con precisione: non si tratta di un saldo migratorio generale e non vengono confrontate le medesime persone. Da una parte ci sono i nuovi ingressi nel sistema bavarese dell’asilo; dall’altra le uscite di stranieri che avevano posizioni giuridiche e tempi di permanenza differenti. Il rapporto tra 10.261 e 5.800 descrive dunque una pressione amministrativa in diminuzione, non una fotografia completa della popolazione straniera nel Land.
La distinzione conta anche sul piano delle competenze. In Germania le domande di protezione sono esaminate dall’autorità federale, mentre l’esecuzione dell’obbligo di lasciare il territorio ricade principalmente sulle autorità dei Länder. Il paragrafo 58 della legge tedesca sul soggiorno consente l’allontanamento coattivo quando l’obbligo di partenza è esecutivo e il termine concesso è scaduto, o non è stato accordato. Prima del volo, quindi, devono esistere un titolo giuridico e una decisione riferita al caso individuale.
Dentro il totale bavarese, la componente più significativa non è l’espulsione: le partenze volontarie assistite sono state 2.207, in aumento del 32 per cento. Il dato riguarda soltanto i rientri sostenuti con programmi federali, europei o con il programma proprio della Baviera; per questo non esaurisce tutte le partenze volontarie comprese nelle 10.261 cessazioni. Consulenza, contributi e preparazione del ritorno non sono un alleggerimento dell’enforcement: sono uno dei suoi strumenti, quando la decisione di uscire è ormai dovuta.
Le espulsioni eseguite sono state invece 1.751, il 18 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il Ministero attribuisce il calo soprattutto alla riduzione dei casi “Dublino”, cioè dei trasferimenti verso altri Stati europei ritenuti competenti, collegandola ai controlli di frontiera e ai respingimenti. Nello stesso tempo, gli allontanamenti direttamente verso Paesi d’origine esterni all’Unione sono aumentati di quasi il 7 per cento. Meno operazioni complessive, dunque, ma una quota maggiore diretta alla destinazione finale.
Resta però una seconda tensione, che impedisce di attribuire l’intero andamento a una sola politica nazionale. La stampa tedesca segnala che il crollo delle domande dipende anche dal mutato quadro siriano dopo la caduta del precedente regime: le prime domande presentate da cittadini siriani in Germania si sarebbero ridotte quasi di dieci volte. Il calo degli ingressi e l’aumento dei rientri volontari concorrono allo stesso esito, ma nascono da cause diverse.
Per valutare il sistema occorre allora seguire l’intero percorso: chi possiede protezione o un valido titolo di soggiorno deve poter costruire lavoro, autonomia e integrazione effettiva; chi non ha più diritto a restare deve ricevere una decisione tempestiva, comprensibile e legalmente eseguibile. L’integrazione non sostituisce il titolo, così come l’assenza del titolo non autorizza procedure collettive o scorciatoie rispetto alle garanzie individuali.
La lezione bavarese non è che il controllo si misuri dal numero di persone caricate su un aereo. È più esigente: uno Stato è credibile quando sa decidere, distinguere, accompagnare il ritorno volontario e rendere effettive le decisioni residue. Il rapporto tra ingressi e uscite conta; conta ancora di più sapere da quali procedimenti è composto.
Fonti: Governo bavarese, 27 agosto 2026; Die Zeit/dpa, 27 agosto 2026; legge tedesca sul soggiorno, § 58.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.

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