Il Dipartimento di Stato americano ha sospeso e rinviato colloqui per i visti d’immigrazione nelle sedi consolari di tutto il mondo, mentre avvia una formazione approfondita dei funzionari incaricati di valutare il rischio che i richiedenti diventino un onere per l’assistenza pubblica. La misura, comunicata agli interessati attraverso email di riprogrammazione degli appuntamenti, non ha ancora una scadenza generale chiaramente indicata.
La sequenza politica è più importante dell’annuncio amministrativo. Pochi giorni prima, la giudice federale Jeannette Vargas aveva annullato il blocco dei visti d’immigrazione imposto ai cittadini di 75 Paesi. Quel divieto operava per nazionalità e impediva il rilascio anche quando il singolo richiedente possedeva i requisiti. Il tribunale ha ritenuto che il segretario di Stato avesse oltrepassato i poteri attribuitigli dal Congresso e invaso la competenza valutativa dei funzionari consolari.
La risposta di Washington cambia dunque lo strumento, ma conserva lo stesso obiettivo: impedire l’ingresso di chi potrebbe diventare una “public charge”. La differenza giuridica è decisiva. L’Immigration and Nationality Act, sezione 212(a)(4), non autorizza una presunzione collettiva fondata sul passaporto; impone invece una valutazione del caso concreto, nella quale devono essere considerati almeno età, salute, situazione familiare, risorse economiche, istruzione e competenze.
Anche il Foreign Affairs Manual del Dipartimento di Stato indica che il giudizio deve basarsi sulla totalità delle circostanze presenti. Non basta evocare eventualità astratte: il funzionario deve poter individuare elementi che rendano probabile, e non soltanto possibile, la dipendenza dall’assistenza pubblica. La formazione dei consolati può quindi essere uno strumento legittimo per uniformare le decisioni, purché non trasformi criteri individuali in un nuovo divieto generale mascherato.
Qui nasce la contraddizione. Il giudice ordina di restituire la decisione al funzionario consolare, ma l’amministrazione, per preparare quei funzionari a decidere, interrompe temporaneamente il percorso di richiedenti in tutto il mondo. La selezione individuale, proclamata come garanzia di accuratezza, produce nell’immediato un effetto collettivo: appuntamenti rinviati, viaggi già organizzati e progetti familiari o professionali sospesi senza una data certa.
Il controllo dell’immigrazione legale non è illegittimo e la capacità di mantenersi economicamente può essere un elemento ragionevole della politica d’ingresso. Ma proprio perché il diritto americano assegna la valutazione a funzionari competenti, l’efficacia si misura sulla qualità e sulla rapidità delle decisioni, non sul numero delle pratiche congelate. Formare meglio chi decide è necessario; fermare tutti per poter distinguere meglio è il paradosso che Washington deve risolvere.
La vicenda riguarda il primo tratto del percorso migratorio: l’accesso legale. Autonomia economica, competenze e possibilità di lavoro possono contribuire a valutare la sostenibilità dell’ingresso, ma non esauriscono l’integrazione, che si verifica nel tempo attraverso lingua, lavoro effettivo, rispetto delle regole e partecipazione alla comunità. Allo stesso modo, l’integrazione futura non può sostituire i requisiti giuridici richiesti per ottenere il visto.
Gli Stati Uniti hanno il diritto di selezionare chi entra e il dovere di applicare la legge approvata dal Congresso. Dopo la sentenza, però, non basta sostituire una lista di Paesi con una pausa mondiale. Un sistema credibile non sceglie tra controllo e valutazione individuale: controlla proprio attraverso decisioni individuali, motivate e tempestive.
Fonti: Financial Times; Reuters; Dipartimento di Stato degli Stati Uniti – INA 212(a)(4); Foreign Affairs Manual 9 FAM 302.8.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

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