Integrazione o ReImmigrazione dal basso: un progetto concreto per Malalbergo

Le politiche migratorie vengono decise prevalentemente dallo Stato e dall’Unione europea, ma è nei Comuni che l’immigrazione diventa una realtà concreta. È nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle abitazioni, nei servizi sociali e nelle associazioni che si comprende se la presenza straniera stia producendo integrazione oppure nuove forme di isolamento e fragilità.

Malalbergo rappresenta, da questo punto di vista, una realtà particolarmente significativa. Al 1° gennaio 2025 risultavano residenti nel Comune 1.279 cittadini stranieri, pari al 13,7% della popolazione complessiva. Un anno prima erano 1.159, corrispondenti al 12,6% dei residenti. In dodici mesi la popolazione straniera è quindi aumentata di 120 persone, con una crescita superiore al 10%.

Non si tratta di una trasformazione occasionale. I documenti di programmazione del Comune indicavano 990 cittadini stranieri alla fine del 2019, 1.041 nel 2020 e 1.086 nel 2021. Nello stesso anno risultavano inoltre 511 famiglie con almeno un componente straniero. In pochi anni, dunque, la presenza straniera è cresciuta sia in termini assoluti sia come componente stabile del tessuto familiare e sociale del territorio.

Il fenomeno emerge con particolare evidenza nella scuola. Nel Piano triennale dell’offerta formativa dell’Istituto comprensivo Malalbergo-Baricella si legge che gli alunni con cittadinanza non italiana rappresentano circa il 28% della popolazione scolastica e che approssimativamente il 76% di loro è nato in Italia. Non siamo quindi di fronte soltanto a nuovi arrivi, ma a una generazione che sta crescendo, studiando e costruendo la propria identità all’interno della comunità locale.

Questi dati non dimostrano automaticamente né il successo né il fallimento dell’integrazione. Dimostrano, però, che Malalbergo non può più limitarsi a contare quanti cittadini stranieri risiedano nel Comune. Occorre comprendere come questa presenza incida sulla conoscenza della lingua italiana, sulla frequenza scolastica, sull’inserimento lavorativo, sulla partecipazione delle famiglie e sul rispetto delle regole della comunità.

È qui che il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” può assumere una funzione concreta. L’integrazione non può essere presunta soltanto perché una persona risiede da molti anni in Italia o perché un ragazzo è nato nel nostro Paese. Allo stesso modo, non può essere negata sulla base della sola cittadinanza straniera. Deve essere osservata attraverso elementi oggettivi e verificabili: lavoro, lingua, rispetto delle regole, percorso scolastico, autonomia e partecipazione alla vita collettiva.

Il Comune non può stabilire chi abbia diritto a rimanere in Italia e chi debba essere rimpatriato. Queste competenze appartengono allo Stato. Può però conoscere meglio il proprio territorio, prevenire l’isolamento, coordinare scuola e servizi, favorire l’apprendimento della lingua e verificare l’efficacia degli interventi pubblici.

Per questa ragione, il nuovo ciclo di articoli proporrà di fare di Malalbergo un laboratorio dell’integrazione verificabile. Saranno esaminati strumenti concretamente realizzabili: un tavolo territoriale tra Comune, scuola, servizi e associazioni; un sistema locale di indicatori; un patto educativo per le seconde generazioni; corsi linguistici di prossimità; una rete con le imprese e un rapporto annuale sui risultati raggiunti.

L’obiettivo non è creare nuova burocrazia, né classificare le persone in base alla loro provenienza. È mettere in relazione dati che le istituzioni già possiedono, per capire dove l’integrazione funzioni e dove, invece, sia necessario intervenire.

Se il paradigma “Integrazione o ReImmigrazione” vuole diventare una proposta nazionale credibile, deve dimostrare di saper partire dal basso. Malalbergo, con circa un residente straniero ogni sette abitanti e una presenza scolastica molto più elevata, può essere il luogo concreto dal quale iniziare.

Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

Dal voto di comunità all’Islam politico: da Venezia e Vigevano al caso El-Sayed

Quando, nel maggio 2026, il dibattito sulle elezioni comunali di Venezia e Vigevano cominciò a ruotare attorno alle candidature di esponenti provenienti dalle comunità islamiche e bangladesi, la questione venne affrontata quasi esclusivamente attraverso due interpretazioni contrapposte. Da una parte, vi era chi considerava quelle candidature la prova definitiva dell’avvenuta integrazione; dall’altra, chi le presentava…

Il Patto UE si inceppa a Palermo: senza una vera Polizia dell’Immigrazione le procedure di frontiera restano sulla carta

Il 30 luglio 2026, il manifesto ha raccontato il caso di un richiedente asilo sottoposto alla nuova procedura di frontiera e all’obbligo di permanere presso il centro di Villa Sikania, in provincia di Agrigento. Il Tribunale di Palermo ha sospeso la misura, ritenendo che essa incidesse direttamente sulla libertà personale o, comunque, sulla libertà di…

Alemanno denuncia la solitudine italiana, ma il vero vuoto è la decisione sulla permanenza

Gianni Alemanno, intervenendo a L’Aria che tira (https://www.la7.it/laria-che-tira/video/immigrazione-gianni-alemanno-sembrava-un-grande-successo-del-governo-italiano-ma-in-realta-lue-ogni-05-08-2026-653907?amp) , ha sostenuto che quello che inizialmente era stato presentato come un grande successo del Governo italiano si sarebbe progressivamente trasformato nella conferma della solitudine dell’Italia, costretta ad affrontare il fenomeno migratorio senza una vera solidarietà europea. È una critica che intercetta un problema reale. L’Unione europea…

Commenti

Lascia un commento