Remigrazione o ReImmigrazione: quale modello per il futuro dell’Europa

Benvenuti a un nuovo episodio del podcast “Integrazione o ReImmigrazione”.
Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo e in questo episodio voglio affrontare una questione che nel dibattito pubblico europeo viene spesso trattata con grande confusione: la differenza tra Remigrazione e ReImmigrazione.

Negli ultimi anni il tema dell’immigrazione è diventato uno dei principali terreni di scontro politico in Europa. Da una parte si è diffusa l’idea che la presenza degli stranieri rappresenti un problema demografico e culturale e che la soluzione consista nel favorire il ritorno nel Paese di origine di una parte significativa della popolazione immigrata. Questa visione viene spesso indicata con il termine Remigrazione.

Si tratta di una teoria che nasce principalmente in ambito politico e identitario. Il presupposto di fondo è che la trasformazione demografica delle società europee rappresenti un rischio e che, di conseguenza, sia necessario ridurre la presenza straniera per ristabilire un equilibrio originario.

Ma accanto a questa visione esiste un paradigma completamente diverso, che ho definito ReImmigrazione.

La ReImmigrazione non nasce come teoria identitaria e non si fonda su presupposti demografici. Essa rappresenta invece un modello giuridico di governo dell’immigrazione, fondato su un principio molto semplice: lo straniero che si integra deve poter rimanere, mentre lo straniero che non si integra deve tornare nel proprio Paese.

In questo modello l’integrazione diventa il criterio fondamentale per la permanenza nel territorio dello Stato. E quando parlo di integrazione non mi riferisco soltanto al lavoro. L’integrazione significa anche conoscenza della lingua, rispetto delle regole e partecipazione alla vita della comunità.

Questo approccio è coerente con il quadro costituzionale europeo. Nel mio libro “La protezione complementare” ho spiegato come il diritto dell’immigrazione sia profondamente influenzato da principi giuridici fondamentali, come il diritto di asilo previsto dall’articolo 10 della Costituzione e il principio di non-refoulement.

Questi principi impediscono agli Stati di espellere una persona quando l’allontanamento comporterebbe la violazione dei suoi diritti fondamentali, come il diritto alla vita privata e familiare tutelato dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Ed è proprio qui che emerge la differenza fondamentale tra Remigrazione e ReImmigrazione.

La Remigrazione si colloca principalmente nel campo della teoria politica.
La ReImmigrazione, invece, si colloca nel campo del diritto.

Essa riconosce che gli Stati devono governare i flussi migratori, ma afferma anche che questo governo deve avvenire nel rispetto delle costituzioni, delle convenzioni internazionali e dei diritti fondamentali della persona.

In altre parole, il futuro delle politiche migratorie europee non può essere costruito né sull’accoglienza indiscriminata né sull’espulsione generalizzata. La vera sfida consiste nel costruire un modello che tenga insieme integrazione, diritti fondamentali e interesse nazionale.

È proprio questo l’obiettivo del paradigma Integrazione o ReImmigrazione.

Grazie per aver ascoltato questo episodio del podcast.
Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo e ci sentiamo nel prossimo episodio.

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