Nel 2026 il dibattito sulla protezione complementare non può più essere confinato a una dimensione meramente difensiva o residuale. È diventato un nodo strutturale del governo dell’immigrazione, un crocevia tra diritto interno, diritto dell’Unione e sistema convenzionale. Per questa ragione ho ritenuto necessario promuovere un ciclo organico di corsi di formazione giuridica, accreditati ai fini della formazione continua forense dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna.
L’accreditamento è stato formalmente deliberato dalla Commissione competente del Consiglio dell’Ordine, con riconoscimento di 2 crediti formativi ordinari per ciascun evento, come risulta dalla comunicazione ufficiale del 26 gennaio 2026 (Prot. COA-BO Anno/N. 2026/596)
Non si tratta, dunque, di semplici incontri divulgativi, ma di eventi formativi riconosciuti nell’ambito dell’obbligo di aggiornamento professionale, inseriti in un percorso coerente e sistematico.
I tre appuntamenti si svolgeranno presso la Sala Consiliare “Rosario Angelo Livatino” (Quartiere Borgo Panigale – Reno, Via Battindarno n. 127 – Bologna), dalle ore 15.00 alle ore 17.00, e saranno interamente dedicati alla protezione complementare, declinata sotto tre profili distinti ma strettamente connessi.
Il primo incontro, fissato per venerdì 17 aprile 2026, è dedicato a “La protezione complementare nella giurisprudenza di merito. Criteri applicativi e linee interpretative”. L’obiettivo è ricostruire l’evoluzione degli orientamenti dei Tribunali ordinari e della Corte di Cassazione, analizzando il dialogo con la Corte EDU e il sistema CEDU. In questa sede verranno esaminati i criteri di valutazione del radicamento, della vulnerabilità, del bilanciamento tra ordine pubblico e vita privata e familiare, con particolare attenzione alla dimensione probatoria e alla tecnica redazionale delle difese.

Il secondo appuntamento, venerdì 15 maggio 2026, affronterà un tema più sistemico: “La protezione complementare come strumento di governo dell’immigrazione. Integrazione, ReImmigrazione e Remigrazione nel confronto italiano ed europeo”. In questo modulo la protezione complementare viene letta non solo come istituto di tutela individuale, ma come elemento strutturale di una politica migratoria fondata su un paradigma chiaro: l’integrazione come criterio di permanenza legittima e la reimmigrazione quale conseguenza dell’insuccesso del percorso integrativo. Il confronto con il modello tedesco e con i vincoli derivanti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla CEDU consente di collocare il dibattito italiano in una prospettiva comparata, superando letture ideologiche e restituendo centralità al diritto positivo.

Il terzo incontro, previsto per venerdì 12 giugno 2026, ha un taglio eminentemente operativo: “La predisposizione della domanda di protezione complementare. Tecniche di redazione dell’istanza, attività istruttorie e ruolo di Commissioni e Questure nelle procedure ordinarie e accelerate”. Qui il focus si concentra sulla costruzione concreta dell’istanza, sulla selezione degli elementi probatori rilevanti, sull’integrazione documentale, sull’accesso agli atti amministrativi e sul rapporto collaborativo – ma anche conflittuale, quando necessario – con Commissioni territoriali e Questure. In un contesto segnato dall’uso crescente delle procedure accelerate, la qualità tecnica della domanda diventa decisiva.

Tutti gli eventi sono gratuiti e l’iscrizione avviene mediante invio di una mail all’indirizzo: avv.loscerbo@gmail.com.
La scelta di organizzare questi corsi non risponde a un’esigenza meramente accademica. È il riflesso di una trasformazione in atto. La protezione complementare, prevista dall’art. 19 del d.lgs. 286/1998, si è progressivamente affermata come terreno di confronto tra esigenze di controllo dei flussi e tutela effettiva dei diritti fondamentali. In questo spazio si gioca la credibilità del sistema.
La formazione continua forense non può limitarsi all’aggiornamento formale. Deve diventare luogo di elaborazione critica e tecnica, capace di fornire agli avvocati strumenti concreti per incidere nei procedimenti amministrativi e giurisdizionali. In questo senso, il ciclo 2026 rappresenta un passaggio ulteriore nel percorso culturale e professionale che da anni porto avanti anche attraverso reimmigrazione.com: costruire un modello di governo dell’immigrazione fondato su regole chiare, responsabilità reciproche e centralità dell’integrazione.
La protezione complementare non è un istituto “minore”. È il punto di equilibrio tra sovranità statale e diritti fondamentali. E come tale merita studio, rigore e consapevolezza tecnica.
Avv. Fabio Loscerbo
Lascia un commento