La protezione complementare diventa struttura del sistema

Benvenuti in un nuovo episodio del podcast Integrazione o ReImmigrazione.
Sono l’Avvocato Fabio Loscerbo.

Oggi dobbiamo registrare un fatto politico e normativo rilevante. Nello schema di disegno di legge di attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo viene introdotta in modo esplicito e strutturato la protezione complementare all’interno dell’ordinamento italiano.

Non è più una figura incerta.
Non è più una zona grigia.
Diventa un istituto normativamente definito.

E qui voglio dirlo con chiarezza: il Governo ha scelto di recepire un’impostazione che io ho proposto e sviluppato in questi mesi su reimmigrazione.com e nei podcast.

Da oltre un anno sostengo che la protezione complementare non dovesse essere abolita, ma riorganizzata attorno a criteri oggettivi di integrazione. Ho scritto che il diritto a restare in Italia non può essere scollegato dalla lingua, dal lavoro, dalla stabilità abitativa e dal rispetto delle regole fondamentali dello Stato. Ho affermato che l’integrazione deve diventare parametro giuridico e non semplice dichiarazione d’intenti.

Oggi vedo tradotta in norma questa impostazione.

La tutela della vita privata e familiare viene ricondotta a criteri verificabili. L’integrazione non è più evocata in modo generico, ma diventa elemento centrale di valutazione. Si valorizza la durata del soggiorno regolare. Si richiede la conoscenza della lingua. Si pretende continuità reddituale. Si collega la permanenza alla dimostrazione di un radicamento effettivo.

Questo è il cuore del paradigma che ho definito “Integrazione o ReImmigrazione”.

Non assistenzialismo.
Non automatismi.
Non permanenza indefinita.

Ma responsabilità.

Chi dimostra di essere parte della comunità nazionale può restare.
Chi non costruisce alcun percorso reale non può rivendicare un diritto automatico alla permanenza.

Quando ho iniziato questo lavoro culturale, molti consideravano questa impostazione troppo rigorosa, troppo strutturata, troppo distante dalle narrazioni ideologiche dominanti. Oggi il legislatore si muove nella stessa direzione: trasformare l’integrazione in criterio normativo.

Non parlo di coincidenze. Parlo di un percorso culturale che ha inciso nel dibattito pubblico. Il lavoro di studio, di analisi e di proposta che ho portato avanti in questo ultimo anno sta trovando un recepimento concreto.

Naturalmente il testo potrà essere migliorato. L’applicazione pratica sarà decisiva. Ma il dato politico è evidente: la protezione complementare è stata riorganizzata secondo una logica di integrazione strutturata.

Ed è esattamente ciò che avevo indicato.

Il diritto dell’immigrazione non può essere governato dall’emergenza.
Deve essere governato da criteri chiari.

E il criterio è uno: integrazione reale oppure reimmigrazione.

Grazie per aver ascoltato questo episodio di Integrazione o ReImmigrazione.
Sono l’Avvocato Fabio Loscerbo.

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